Simone Perotti Rcs Libri - Bompiani
Stojan Decu, in un certo senso, non fa che comunicare, per tutta la vita. In questo mi somiglia molto. Mi piacerebbe che chi ha amato questo libro, chi l'ha odiato, chi l'ha trovato suo, chi si è sentito escluso dalle storie che si raccontano al suo interno... potesse trovare uno spazio ulteriore, una sorta di 'prolungamento naturale' del romanzo, dove commentare, parlare di Stojan Decu, di come le sue avventure siano state divertenti da leggere, oppure di come chi l'ha letto l'abbia trovato irritante, amabile... Lo stesso per quanto riguarda Zenzero e Nuvole, o i racconti letti su una rivista letteraria... Insomma, un luogo dove poterci incontrare, partendo dalle pagine dei miei libri ma anche da altro, pensieri, viaggi, commenti. Uno spazio dove poterci incontrare di nuovo, dopo averlo già fatto, e profondamente, tra le righe di un racconto.


Auguri per il tuo 4 luglio!
Salve Simone, ho appena iniziato a leggere il tuo "Adesso basta" ed ho scoperto che domani festeggerai la tua seconda nascita....desidero farti gli auguri per una buona e lunga seconda Vita - la maiuscola è d'obbligo - con i versi di John Donne...No man is an island entire in itself....everyman's death diminishes me....è vero, la morte di ogni uomo ci toglie qualcosa, ma la Vita di un uomo come te ci arricchisce di un tesoro prezioso, invisibile ma ugalmente tangibile:la bellezza dell'anima, la luce del cuore e la pace nel profondo. Take care. Wishing you all the best, Silena.
Silena S. 

ATTENZIONE
Vengo qui solo raramente. Se volete lasciare messaggi venite su blog dalla homepage di questo sito. Oppure digitate direttamente www.simoneperotti.com. Vi aspetto! ciao. simone perotti
simone perotti 
VENGO QUI SOLO RARAMENTE. SE VOLETE LASCIARE MESSAGGI CLICCATE SU BLOG, IN ALTO A SINISTRA. OPPURE DIGITATE DIRETTAMENTE WWW.SIMONEPEROTTI.COM. VI ASPETTO!

Al valore più vero
Dopo molti anni di attenta riflessione ho capito che c'è solo un posto migliore per essere se stessi rapportandosi con il mare.Grazie al suo silenzio.Chiederei alla sua persona se mi fosse data la possibilità di un imbarco sulla sua barca alla pari gratuitamente.Il mio numero di cellulare è 339 3838138.
Gabriele 

Un'uomo da amare
Ciao Simone! Sono un 45 che come te si è detto" basta". Per questo motivo ho ascotato i tuoi monologhi con molto interesse, e sono immensamente felice di sapere che ci siano in giro persone come te. Condivido appieno la tua filosofia di vita e starei a parlarne con te ore ed ore! Ti auguro tanta serenità!
Vincenzoalbanoarte@alice.it 

Anch'io spacco legna...
Ho visto una tua intervista in televisione, poche parole... Ho ritrovato parte di me in quello che raccontavi. Amo il mare, la vita secondo il ritmo della natura e soprattutto la libertà. far.alex@libero.it
Alessio 

Inaspettato ma cercato
Simone ti ho visto oggi per la prima volta in un programma televisivo.Non ti conoscevo. Vivo in Africa momentaneamente per lavoro ed ero rientrata per pranzo,arrabbiata insoddisfatta per i soliti problemi di lavoro, ufficio, ti ho sentito , parlare ,raccontare, le tue scelte il tuo coraggio, mai come in questo momento avevo bisogno di sentire quelle parole.Tutto quello che dicevi aderiva al mio cuore ed alla mia mente. mi hai fatto cambiare completamente umore! comincero' a cercare gli strumenti che mi permettaranno di decidere qualcosa di diverso per me. grazie e complimenti . flowers961@googlemail.com
Tiziana 

sono uno come te
caro simone, mi chiamo antonio, ho 52 anni, vivo a milano e quello che mi ha colpito ...e che mi ha poi fatto comprare il tuo libro .. è che sei andato a vivere esattamente nello stesso posto che frequento da anni e che vorrei diventasse la mia dimora definitiva.. sono single e nulla mi impedisci di abbandonare tutto, sono anni che penso al mio trasferimento, per cui mi trovo in linea con le tue raccomandazioni. nonnostante tutto sono incapace di scegliere, mi sento solo e trovo tutto terribilmente difficile. siamo in tanti a volerti parlare e mi auguro di poterti parlare un giorno di persona. inutile dirti che ti ammiro e che ti seguo nel tuo cammino. nonnostante l'età mi sento un ragazzino e non ti nascondo che desidero rimetermi in gioco per assaporare nuove sensazioni che non provo piu con il mio attuale stile di vita. io provo a lasciarti la mia mail e spero di ricevere un tuo cenno di riscontro e visto che mi troverò a sarzana a luglio e agosto, poterti conoscere dal vivo guantonio57@alice.it. un saluto e complimenti
antonio gualandi 

Contatto impossibile
E' impossibile trovare un modo per contattare Simone Perotti. L'indirizzo email non si trova da nessuna parte. Registrarsi al Blog e' impossibile. Qualcuno sa come fare, per favore? GRAZIE Miche miscio@hotmail.com
Michele 

Parole di ringraziamento
Buongiorno signor Perotti non sapevo come fare per dirle grazie e ci provo da qui, così...ho letto in una notte Adesso Basta, mi sono riconosciuta molto nei vissuti, anche se l'esperienza è altra; grazie per quello che ha scritto ma soprattutto per come lo ha scritto centrando tutti i passaggi ha volte con garbo, altre con furia, altre con leggerezza come fanno certe gondole la notte che passano nei canali nascosti a Venezia...amo il mare ma mi spaventa, lo conosco in altra forma perchè a lungo gli ho parlato nella gioia e nella disperazione spesso al levar del sole...e tutto ha accolto e restituito in altra forma...Grazie di cuore veramente. Tanta buona vita.(scusi l'intrusione ma non ho potuto trattenermi)
Mariagiuliana 

camilla
in attesa di una risposta sul blog vi racconto come io e tutta la mia categoria, fotogiornalisti, stiamo per essere costertti a lasciareil lavoro semplicemente perche e' un mestiere in rapida via di estinzione per l'evoluzione della tecnologia che permettera ai gionali di scaricare le foto in lata definizione dai video. Ho sempre avuto un grande amore per questo lavoro fatcoso e difficile tanto da forse identificare me stessa con la mia professione e ora sento un grande sgomento che le fine di tutta una fase lunga e bella. La cosa difficile e che qui in Italia non vorrei stare, perche a 50 anni una donna senza grosse risorse economiche non puo fareun granche' e poi non mi piace piu' il nostro modo di vivere. Va questo punto provare una nuova vita in Namibia paese che conosco abbastanza bene dove vorrei mettere quelle radici che qui sono recise. Il mio e' un percorso che sembra obbligato e non so se sono attrezzata ineriormente ad affrontare tutto questo ma mi devo fare forza come tanti che perdono il lavoro, non hanno fmiglia e hanno 50 anni che sono pochi perche siamo forti ma siocialmente non accettabili. Un pensiero daqualcuno mi farebbe piacere presto
Camilla Morandi 
beh cambiare paese per problemi come questi a volte ci sta. una nuova vita, una nuova avventura. sempre che il problema sia tecnico, come descrivi. se c'è altro, malessere o irrequietezza, dubito che si trovi calma in un altro Paese senza fare quel che serve dentro, dentro di sé intendo... un forte in bocca al lupo!

simone perotti
vorrei scrivere a simone perotti ma non so la sua mail. grazie
tina 

camilla
ho un problema grosso e non riesco a iscrivermi al blog mi aiutate per favore? camillamorandi@hotmail.com
camilla 


Simone, io sono di Milano e qui lavoro. Tutto quello che scrivi è condivisibile e profondo, e il target che interessa è vastissimo. Ma ti devi trovare nelle condizioni appropriate, spesso impossibili da creare. -se hai responsabilità di famiglia -se non hai quello che si può chiamare un "capitale iniziale" -se non hai i canali giusti -se non hai grandi doti extralavorative, per così dire apprezzabili sul mercato, così come la Tua verve nello scrivere - se per tua sfortuna hai avuto esperienze comunicative limitate - se non stai bene di salute non puoi dire adesso basta e sperare di realizzarti. La società civile, il sistema diventa la tua ancora di salvezza, e "obtorto collo" devi aggrapparti a quello, o rischiare di perdere tutto. Quando naturalmente queste sono motivazioni vere e non alibi
Gian 

Domande
Buonasera Simone, sono un 45enne ex artigiano di Legnano, mi piacerebbe rivolgerti alcune domande, le risposte per me sono preziose, in generale,pertanto te le sottoporrò solo dopo una tua conferma di lettura delle mail, ti lascio il mio indirizzo, cinquesensi@epinet.it se sei d'accordo ci risentiamo. grazie buona serata
Antonello 

adesso basta - a volte ritornano..
Bravo Simone, il tuo libro mi ha colpito sul nervo scoperto. E' bello leggere, ma quando ti toccano dentro diventa entusiasmante. E così ti cominci a porre mille domande. Serve anche a questo leggere. Le prime righe del tuo libro si sono stampate nel mio cervello. Perchè anche io, mille volte mi sono trovato su quel tratto di raccordo anulare. E dopo essermi posto mille volte la domada sul valore del mio impegno manageriale, mai ho tirato fuori gli attributi per fare una scelta forte come la tua. Ma questa voleva solo essere un'occasione per dirti che ho molto apprezzato stile e profondità di pensiero del tuo libro. A presto, spero Ps. sono fabio f. , passati 28 anni almeno.
fabio fabiani 

risentiamoci
Ti ho incontrato martedì sera al Cortile caffé a Bologna. Sarrò la tua 601-esima mail ma così è. Allora, bisogna partire da una vittoria per cambiare vita e chi è portatrice di un eterna sopravicenza che qualcuno mi chiema vita, che fare. Desiderare è certo un inizio forse buono ma non basta quello che desidero si fa sempre più distante. Una cosa che mi ha colpito molto la scorsa sera è stato il tuo riproporti sul mercato dell'amore temerario,con la faccia di quello che se qualcuna è disponibile io ci sto, interessante. Adesso il mio messaggio si è fatto troppo lungo, tu tra una conferenza e l'altra non avrai il tempo di leggerlo, chi sa, diamoci un appuntamento aleatorio. Ti do un appuntamnto aleatorio nella speranza di tornare a riscriverci e a rillergerci
rcandreva@asds 
ciao leggo solo ora questo messaggio. vieni sul sito simoneperotti.com a scrivermi. qui non ci vengo che di rado. ciao!!! (la questione dell'essere sul mercato etc era una battuta, non sono affatto così)

Per favore...
Mi dispiace usare questo escamotage ma non trovavo altro modo per avere la tua conferma sul tuo arrivo a Mestre venerdi' 4 dicembre e magari se potessi darmi l'indirizzo del posto, arrivo da Trieste,ci tengo molto ad incontrarti di persona e sono in patenza per downshifting,quindi capisci l'importanza dell'incontro per me... Nel tuo libro proponi un incontro per una condivisione di idee su questa vita da liberare,sento che sara' utile a tutti e due scambiarci un'occhiata... A presto
Augusto 
augusto ciao leggo solo ora questo messaggio. il mio sito è simoneperotti.com, vieni lì a lasciare messaggi. mi spiace per mestre...


ciao simone,dicono che nulla accade per caso.dovevo conoscerti,leggere il tuo libro e avere la consapevolezza di ammettere ,che è giunta l ora per la svolta.grazie simone.emanuela
emanuela 

Adesso Basta
Simone Perotti, complimenti per la scelta di vita. segnalato in banchina su www.ivelacci.com. Un forum nato da poco, ma con tanta voglia di vela, vento e mare. << .... soltanto il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai faraglioni, perchè il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole, .... >> da Verga. Buon vento, Nausica
Giuseppe 

10 anni dopo
Ciao Simone, sono Stefano Pazzagli, uno dei primi a leggere il tuo primo libro (Zenzero) e uno degli ultimi a leggere il tuo ultimo (Adesso Basta). Mi ricordo che già 10 anni fa mi dicevi "se avessi 2 o 3 milioni al mese smetterei di lavorare"; bravo! ce l'hai fatta. Sono felice di sentirti felice e sarei contento di rincontrarti e di di scambiare un po' di idee con te: anche quella che tu tratteggi alla fine di Adesso Basta. Luciano (ti ricordi Luciano?) si è dimostrato un brubru. E' stata una grande delusione e mi farebbe piacere parlartene. Se vieni a Roma vorrei sentirti; e se io venissi dalle parti di Genova? Un forte abbraccio,Stefano.
Stefano, 3484018364. 
caro stefano che piacere trovarti ancora. mi ricordo del tuo aiuto per zenzero e nuvole. io non dimentico chi mi aiuta, mai. certo che ci sentiamo. se puoi scrivimi la tua email su facebook o direttamente sul sito www.simoneperotti.com così ti scrivo e ti mando anche il mio cell e restiamo in contatto. a genova presento il libro a fine gennaio. ciao!!

anche io ci sto provando..
alcune testimonianze del percorso mio e di altri si possono trovare qui http://www.paternita.info
fabio 

?
perché Stojan Decu? In questo momento ho tanta curiosità nonostante io sia una dichiarata "non curiosa". Mi tocca leggerlo!
lola 
beh, come dire... non posso che essere d'accordo!

così anch'io
Mi chiamo Walter...Perotti, ex rampante, da una casa di 700mt sono passato ad un bilocale di 36mt. ...mai stato meglio! Il problema vero è la sopravvivenza economica, ma ci si arrangia sempre un po, e poi sul piatto della bilancia la libertà pesa sempre più di qualsiasi catena. wperotti@libero.it
Walter Perotti 
verissimo. però... ha sbagliato blog!!! venga su www.simoneperotti.com. Questo è il sito Bompiani, ma "Adesso Basta" è un libro Chiarelettere! A parte questo, grazie del suo messaggio. Condivido totalmente. E' esattamente quello che vivo io. Non molliamo mai sulla libertà!

...dell'incanto, direi
Che altro dire? Se uno dei possibili (e personalissimi) criteri di apprezzamento di un libro è quello legato alla capacità di saper creare immagini, scenari, paesaggi, man mano che la lettura procede, L'Estate del disincanto vi riesce in maniera eccelsa. Personalissimo lo stile, affascinanti i personaggi, emana profumo di mare ad ogni pagina. Grazie per avercene fatto dono. E così non ho saputo resistere alla tentazione di inserire alcune righe nelle "riflessioni" riportate sul mio piccolo sito (www.hobbymare.altervista.org). Spero non le dispiaccia, e spero che, insieme a chi condivide la medesima passione, deciderà di dedicargli qualche minuto. Ne sarei orgoglioso. G.E.
Giacinto 
Lo farò senz'altro. Grazie Giacinto. Buon vento.

MUSICA...
... musica è camminare e vedere all'improvviso un foulard di mille colori svolazzare alla finestra del centesimo piano di un grattacielo di New York... se non ricordo male è più o meno così che Charlie Parker definiva il jazz, e credo di aver visto quel foulard mentre leggevo "Zenzero e Nuvole", e mentre ne interpretavo le ricette davanti ai fornelli della mia cucina... Ho visto quel foulard quando, racconto dopo racconto, i caratteri stampati hanno cominciato a staccarsi dalle pagine ed hanno iniziato a fluttuare nell'aria e con essa si sono mescolati, ed è stato inevitabile che divenissero parte di me, perchè ero lì e dovevo pur respirare... Mi piaceva, mi piace, quel ritmo, mi sembra così familiare, l'ho riconosciuto... Ho provato un tale struggimento, quando ho letto l'ultimo racconto, non avrei voluto che il libro finisse così presto... Qualcuno che diceva di amarmi me ne aveva fatto dono, e gliene sarò grata per sempre. Mi piace, il Suo modo di raccontare, mi riporta indietro nel tempo, quando, bambina, aspettavo con ansia il momento in cui mi dedicavo al "fantasticare", una delle mie occupazioni preferite, poichè solo in quei momenti riuscivo a sentirmi davvero in pace con il mondo. Lettura, pensiero, cucina, fantasia, ancora oggi mi fanno sentire in pace come allora, grazie anche a chi, come Lei, ha il dono di conoscere tutte le storie del mondo e di saperle raccontare. Con sincero Affetto.
gabriellamarka@libero.it 
Grazie Gabriella. Una bellissima immagine, un ricordo prezioso, nato da una suggestione, da una pagina. Le sono riconoscente per averla voluta comunicare. Grazie davvero. Saluti. Simone

STOJAN DECU, L' ALTRO UOMO
Avventura, storia, romanzo? Tutte e tre le cose insieme è Stojan Decu, l’ altro uomo di Simone Perotti. L’ avventura di tante avventure, immaginate, imbastite sulla storia vera, reale e la storia passata e recente rivisitata in modo fantasioso e creativo formano il romanzo. L’ opera si potrebbe definire una versione contemporanea di romanzo “storico” e una “storia” romanzata. Fin qui, in Stojan Decu ( 2005 ) e ne L’ estate del disincanto ( 2008 ), la cifra narrativa di Simone Perotti è la grande passione per i personaggi d’ immaginazione, per le avventure, per l’ invenzione letteraria che passano attraverso la storia, quella degli uomini. In Stojan Decu non ha bisogno d’ inventare completamente, gli basta riscrivere o completare la storia con la fantasia ed ecco le storie del personaggio. Quasi non inventa storie, preferisce assumere la storia e costruirci il suo mondo d’ immaginazione fervida e di sogni godibili. E’ un lavoro, questo, che Perotti sa fare molto abilmente, raccontando con ampia informazione e inventando con illimitata fantasia, con sentimento e partecipazione narrativa ai grandi eventi del Novecento, con divertimento e giocosità nell’ originale racconto della piattaforma Invincible della Exxon Petroleum, della improbabile operazione Friendless, della nascita della Daevoo, con ilarità nel finale del libro dove Stojan è il gost-writer di famosi scrittori e sosia, misterioso consigliere bulgaro di Mussolini. Non c’ è grande o significativo evento, cronaca, del Novecento che non subisca la sua maestria e metamorfosi inventiva. Non c’ è una trama generale del libro. L’ ordine cronologico non esiste, perché Stojan è ubiquo, biunivoco, compresente, duplice, molteplice, mille uomini diversi. Incarna ogni storia, aspirazioni, desideri, il sogno e i sogni impossibili dell’ uomo, sogno che interpreta i sogni, apparenza che dissolve le apparenze. Non è una figura, bensì figura che interpreta le figure, non è una storia, ma tante storie. E come potrebbe essere diversamente per quest’ uomo mai nato, immortale, dalle mille vite e imprese, con tanti eteronimi, misterioso, mondo nuovo, uomo nuovo che anche nella nascita non ha una appartenenza a questa o quella nazione, eroe di una nuova epoca, di una nuova morale, “scoperta antropologica inattesa”? Che “ una sola vita non basta ” lo dimostra la sua ubiquità e la partecipazione a tutti i teatri di guerra, di lotte sociali e civili, di trasformazioni e migliorie delle condizioni e luoghi di lavoro. Quando in un luogo non è più possibile il suo “eterno movimento”, la sua “malattia d’ azione”, perché è stato raggiunto il fine, Stojan scompare, è finito il sogno, è terminata quella vita . Deve andare, scomparire per riapparire in altre vite, in differenti imprese. Stojan è dinamico, sempre attivo. Ciò comporta una grossa difficoltà per il suo biografo che vuole ricostruirne la vita e l’ epopea, la saga. Deve ordinare la carte e le testimonianze, andare a Khayredin, luogo dove sarebbe nato e scoprire nella corteccia dell’ elce centenario il biglietto “che Stojan vi aveva nascosto quasi cento anni prima”. Deve consultare, interrogare storici, primi tra tutti Marielle Gochard, la grande testimone, l’ amico Brasov che lo segue sempre, Winnie Goldamann “il più rigoroso e intuitivo tra i suoi biografi”, Fausto Canali e altri ed infine Eduardo Tessari che ha scritto L’altro uomo. La soluzione del biglietto rinvenuto nella corteccia dell’ elce è di antica ascendenza letteraria sotto varie forme, specie dei romanzi di avventura, purtroppo piuttosto frusta e non all’ altezza del vasto affresco del libro. Tutto questo nell’ impalcatura, nella finzione del romanzo, ma in realtà cosa significa il personaggio-metafora Stojan? Nel suo dualismo, rappresenta la realtà e il sogno. Certamente non si vorrebbe essere come lui, che è pure santone e diabolico mentitore, ma si avverte anche che una sola vita non basta e se ne desidererebbero chissà quante altre e quanto altro movimento di vita, di sogno e d’ azione. “…una sola non basta” aveva scritto nel biglietto trovato nel tronco dell’ elce. E questa è anche la sensazione di ogni persona. E la convinzione di Stojan che “Dietro ogni uomo c’ è un altro uomo” è pure il sentimento di ogni essere che non si percepisce una cosa solo, ma che avverte in sé la molteplicità della propria natura, delle aspirazioni, dei desideri, della fantasmagoria di sogni che non riesce a realizzare. Sono proprio i suoi limiti che lo proiettano oltre ogni limite. Con Stojan Decu Perotti ha reso magnificamente questa aspirazione ad altre vite, a svelare ed affermare l’ altro uomo, l’ uomo dietro a se stesso. Il finto ricercatore e storico – Simone Perotti - per narrare la biografia di Stojan adopera l’ espediente manzoniano delle carte, delle testimonianze, degli storici, delle accurate e pazienti indagini personali. Ne ricava un personaggio-metafora letterariamente complesso e originale. Conduce la narrazione al presente, che è il caso di definire “ presente storico ” , per rendere più vivace, coinvolgente e appassionante la storia delle tante storie. E ancora l’ espediente manzoniano delle riflessioni, belle e di forte presa, che non sono un corpo estraneo alla narrazione, aggiunge dimensione di profondità alle vicende e conferisce fascino al testo e stimolo alla lettura. Il suo stilema è così il doppio piano narrativo, del racconto e del pensiero filosofico, sapienziale. E’ talmente appassionato a questo personaggio, a questo alter ego, che rischia la ripetizione, fatica a chiudere il romanzo e la fatica si sente con una chiusa divertita e divertente, sì, ma in tono minore rispetto all’ intera opera. Se è vero che le parole senza pensieri non salgono al cielo, allora c’ è da constatare che Simone Perotti scrive parole con pensieri che fanno salire meritatamente al cielo della narrativa il suo Stojan Decu, l’ altro uomo. Lector
Lector 
Resto sempre colpito dalle recensioni di questa natura. Cioè resto assai raramente colpito, perché dietro Lector si cela un fine intenditore di letteratura, oppure un signor nessuno, come siamo tutti, ma che dovrebbe essere impiegato come ricercatore, come lettore, come editor o chissà cos'altro. Una lettura professionale, profonda, che come autore, al di là degli elogi, devo necessariamente condividere, anche per quel che non sapevo, quel che non pensavo, perfino che non volevo. Una lettura intensa e sentita del mio romanzo, che proprio in questi giorni riprendevo tra le mani con emozione e meraviglia. Grazie.

saluti
Caro Simone Perotti, a mio nome e dell'organizzazione del premio di poesia "il fantasmino d'oro", mi pregio ringraziarla per la sua preziosa presenza in veste di presidente, cosa che ci ha onorato molto,non è da tutti avere a queste manifestazioni un personaggio di successo, però le posso garantire che il successo maggiore da noi l'ha avuto per l'umiltà con la quale si è presentato e ci ha fatto capire subito di aver conosciuto un amico. Comincerò a leggerla da "l'estate del disincanto" e spero poi di essere all'altezza di inviarle un commento. Un caro saluto Pietro Nanu
Pietro Nanu 
Ringrazio io voi per essere delle persone così appassionate e fuori dagli schemi. La mia partecipazione è stata una bella occasione per sentirmi in compagnia nella faticosa marcia verso una vita appassionata, semplice, autentica. Complimenti a tutti voi. Grazie!

il mare...
ciao Simone, sono Michela di Roma-Ponza-Antonio. Ti scrivo solo ora, ma, dopo averti incontrato, mi ha incuriosito molto conoscere il tuo "essere scrittore" così mi sono precipitata in libreria; e da dove potevo cominciare, se non dall'estate del disincanto, dove il mare, elemento a me indispensabile, è protagonista e artefice di sentimenti. L'ho divorato, l'ho letto con una tale bramosia che mi sono ripromessa di leggerlo nuovamente per soffermarmi ad assaporare ogni pensiero, ogni sfumatura, ogni emozione. Bravo! Felice di averti conosciuto un bravo ancora a te e un bacio a Nadia. PS ho finito di leggerlo al tramonto sul ponte di una nave per Carloforte
mikileon@alfanet.it 
Grazie Michela. Grazie davvero. La letteratura dà così poche soddisfazioni in quest'epoca di commissari e poliziotti e investigatori noir o meno noir o beige che siano, ... che ricevere l'emozione di chi legge resta l'unica, la vera grande gratificazione di quel duro, lungo e imprevedibile lavoro che è la scrittura. Antonio mi aveva anticipato i tuoi commenti. Grazie ancora. A presto a Ponza, spero!

"incanto e disincanto" questo è il problema.......anzi la riflessione......
Garbo, Maria, Nino, Altomare e Nord, il Corsaro. Ragazzi, ragazze, uomini, animali che reincarnano donne, demoni. Amore, amicizia, paura, rabbia, gioia, dolcezza e tristezza. La guerra, la fuga, il rifugio, la speranza, l'attesa. Il mare ed il vento. Una enorme bolla di sapone che galleggia sul mare e porta in giro una storia. Una bolla di sapone che non si sà se prima o poi si infrangerà. Quando? Non ci è dato di saperlo. Come? Può capitare un colpo netto di sciabola o un leggero soffio di vento. Si potrà ricomporre la bolla? No. Ci saranno altre possibili bolle che conterranno dentro di loro un nuovo incanto? Non sono risciuta a rispondermi e ci sto riflettendo, prendendo ad esempio la mia vita, ma a "pelle" direi di no. O meglio nel corso della vita ci sono a volte i presupposti e le condizioni per "ri-incantarsi" ma è un po' come la pasta "ri-scaldata". Si può rimettere insieme un vaso caduto e ridotto a piccoli cocci o anche solo rotto in due o tre parti? Si può, ma anche il più minuzioso e capace degli artigiani non riuscirà mai a far tornare il vaso nella sua condizione iniziale di "vaso intatto". Forse è proprio la condizione di "intatto" e "incontaminato" che spiega come l'individuo quando arriva alla propria estate del disincanto non possa più far ritorno alla primavera incantata. Hai scritto un libro splendido. E neppure i capitoli un po' ridondanti di terminologia di "mare" (per me che in barca a vela e non a vela non ci sono mai stata), sono riusciti a far sì che apportassi una critica negativa al libro. Mi riservo di riflettere sul tema che hai affrontato nel libro. La "bambina" e l'"es" che sono in me hanno la speranza di poter arrivare alla conclusione che ci si può RI-INCANTARE ma l'"adulto" e il "genitore" insieme all'io ed al super-io soffiano vento contrario. Io ho vele interiori molto predisposte a trovare una tesi che supporti la possibilità di "ri-incanto", ma solo il mare ci potrà aiutare a svelare questo affascinante mistero. Grazie marinaio Grazie Simone Perotti Grazie amico Con affetto un bacio ed un abbraccio PAOLA Asti, 06/05/2008 libro letto nel periodo tra il 25 aprile ed il 1° maggio 2008
Paola 
GRazie Paola. Sei sempre attenta e cogli molto, moltissimo di ciò che sta tra le righe. Questo romanzo, poi, è come se tra ognuna delle righe ne avesse altre invisibili. Una sorta di romanzo nel romanzo che segue le simbologie e i segni in una lingua diversa, che appunto non può essere vista, in cui ognuno inserisce parole proprie. E tu lo fai a tuo modo, molto bene. Grazie ancora. ciao. s.

ancora dal passato...
Il libro l'ho letto, riletto, riletto ancora.. ricordi?? e soprattutto l'ho amato, molto. e ho desiderato e sperato e fortemente creduto che molti altri avrebbero fatto lo stesso. e così è. del resto sei una grande persona, e quello che scrivi è ciò che sei. complimenti per i tuoi numerosi e meritati successi!! ti abbraccio forte papino!
irene/federica... 
graszie irene. Un bacio a federica...

il libro nuovo
Ieri in libreria abbiamo trovato il tuo nuovo libro, appena nato. Visto che "La vera storia del capitano..." è stata un'esperienza di lettura affascinante, sono molto incuriosita...ci sentiremo dopo e spero che verrai anche a Firenze a presentarlo. A presto Anna Montigiani
anna.montigiani@tin.it 
Grazie!! Buona lettura!!

Morti legate appresso come barattoli...
"...che chi vive molte vite deve essere pronto a morire molte morti." Grandioso! Concordo.
Marja 

Grazie Simone Perotti
Scoprire questo Forum é stato per me una rivelazione. Non pensavo che i lettori (soprattutto le lettrici) di un romanzo riuscito, come Stojan Decu, avvertissero il desiderio (o il bisogno) di comunicare pubblicamente all’autore le proprie emozioni, aprendogli cosí spontaneamente il proprio cuore, per lodare, commentare, rivelare il genere di sentimenti, di emozioni che quella lettura ha provocato in loro. E che dire dell’autore che asseconda, ribatte, chiarifica, facendosi di volta in volta l’avvocato difensore o lo psicanalista dell’eroe? C’é davvero qualcosa della psicanalisi in tutto questo. Esaltante esperienza! Anche per colui che non ha ancora letto il libro: seguendo il filo degli interessantissimi commenti e delle risposte rivelatrici, la figura di Stojan assume via via sempre maggiore consistenza e lo rimanda ai suoi problemi irrisolti, alle occasioni mancate, alla vita non vissuta. Questa é la magia della buona letteratura. Accanto al patetico Don Abbondio, all’eroico e incosciente Gavroche, all’impavido e tenace capitano Aqab, ecco apparire Stojan Decu, a porci il problema delle vite non vissute, tacendo tuttavia che chi vive molte vite deve essere pronto a morire molte morti. O mi sbaglio?
Francesco 
chi vive molte vite deve essere pronto amorire molte morti... Che arguta osservazione! Inedita fino ad ora e del tutto vera. Mi pare tra l'altro di capire che lei non ha neanche letto il romanzo! Questo è ancora più stupefacente... Complimenti. Ha messo un palo nella piaga, non solo del protagonista del romanzo, non solo del suo autore... La ringrazio molto per questo.

Decu per Decu... ancora
Coincide il mio e il tuo modo di intendere queste due sillabe... curiosamente ho scritto, nel mio primo post, che sono "conosciuta"... in realtà sono "conosciuto". Ho sbagliato sesso... anche questo non-voluto si aggiunge buffamente al misticismo del cognome... Quello che hai scritto non mi suona nuovo, ma il mistero rimane fra me e me, più che nei confronti di chi mi esplora. O meglio, è un mistero per me sapere chi o cosa sono per quelli che mi satellitano intorno, ma chi non condivide lo stesso mistero? ...pensiero contorto. Ad ogni modo, se vuoi sapere qualcosa di più su un Decu semireale, cercami in rete: Davide De Cubellis... sto un po' qui e un po' là. Preferisco non fornirti link, perchè non voglio passare per opportunista. Piuttosto preferirei comunicare per mail, perchè mi sono accorto soltanto adesso che mi hai risposto...
Davide De Cubellis 
gradie davide. non capisco molto di quel che dici, e questo mi pare interessante. Stojan Decu colpisce ancora...

Decu per Decu
Sono conosciuta da molti come "il decu"... Immaginare quelle strane coincidenze per cui il Decu di qualcuno, senza volerlo ha molto in comune col Decu di qualcun altro... Questo cognome come è nato?
Davide De Cubellis 
Nasce dal processo creativo attraverso il quale si pensa a un romanzo, a una storia, ai suoi protagonisti. Stojan, in slavo, è un nome proprio molto comune, che vuol dire (paradossalmente, dato il personaggio) "colui che sta". In realtà Stojan "sta" molto più di quanto non possa sembrare, perché è un personaggio che ha una sua sta-bilità, appunto, un suo mondo di riferimento (valori, comportamenti, filosofia) nel quale resta per tutta la vita (solo che, essendo l'opposto dei mondi di riferimento abituali, sembra che non "stia" da nessuna parte). A questo nome dovevo affiancare un cognome, e ho pensato a un cognome breve, che unito al nome proprio fosse in qualche modo musicale (nel complesso sono quattro sillabe), sufficientemente misterioso (suona molto come rumeno, balcanico, bulgaro, luoghi per me simbolo del mistero e dell'esotismo), abbastanza lontano da creare tra lui e me un distacco di salvaguardia. Decu sembra un soprannome, come "Nord" in Fenoglio, qualcosa che al tempo stesso denota anagraficamente il personaggio (è il suo proprio cognome) e connota esistenzialmente l'uomo (che è misterioso, arcano, sfuggente. Decu è così diventato il simbolo di questa "alterità", cioé dell'essere proteiforme che si modifica, sfugge a una definizione, crea mistero invece che svelarne i segreti. Interessante che ci sia qualcuno che viene chiamato così. Le accentuazioni tra te e il personaggio coincidono?


Bene... In bocca al lupo! Ma non si può saperne qualcosina?
Marja 
La mia agente m'ammazza. Posso solo dirti che è un romanzo nautico, che i protagonisti sono tre ragazzini di 14-15 anni, e che siamo nel giugno del 1943 in un paesino costiero della Sicilia meridionale. I tre dovranno fuggire in mare inseguiti da un personaggio misterioso...

Aspettando...
Il prossimo. A quando?
Marja 
A marzo. Esce a marzo, grazie a Dio. Si intitolerà "L'Estate del Disincanto". Non vedo l'ora, così posso procedere oltre. ne ho già scritto un altro ancora e ne sto per iniziare un ulteriore...

Grazie!
Caro Simone, vorrei tanto ringraziarti per il tuo sostegno al progetto "Scrittori amici delle Foreste" di Greenpeace, e per averci aiutato a far crescere questo progetto. Ora vediamo risultati davvero buoni: alcune case editirci di spicco si sono spostate definitivamente sulla carta amica delle foreste, totalmente ecocompatibile, e credo che non sia lontano il momento in cui anche le altre faranno il grande passo. Grazie per la tua partecipazione e il tuo sostegno.
Sergio Baffoni 
Grazie a te Sergio. Per me è stato un onore e un dovere. Tra l'altro è carta di ottima qualità, che mi piace molto. un caro saluto a te e a tutti gli amici di Greenpeace.

Stojan
L'ho finito da un pezzo ed era sempre qui vicino a me a questa postazione. Questo affinché potessi tenere in mente una promessa. Io che sono quella delle cose sempre a metà! Insomma sono qui a dare le mie impressioni finali. Chissà come sarebbe stato se tu avessi lasciato la ricerca, le ricerche, più in secondo piano e ti fossi limitato a mostrarci questo uomo. Be' non è affatto male comunque. Ci sono delle pagine molto suggestive, spunti che invitano a riflessioni profonde e le giuste domande che ne derivano. Una scrittura pulita e affascinante. La domanda più importante che mi viene da farmi è: Era, diciamo, una certa superiorità di pensiero a rendere Stojan così libero? O forse così selvaggio perchè sempre in fuga da qualcosa? Chissà se non provava paura al pensiero di poter essere addomesticato! Sicuramente in sfida, sempre, soprattutto con se stesso.
Marja 
Arguto, quello che dici. In parte anche vero. La sua libertà deriva soprattutto dall'essersi liberato dai sensi di colpa, da quei freni invisibili che ci impediscono di essere non solo quello che siamo, ma anche e soprattutto ciò che potremmo essere. Una sola vita non basta. Nel senso che ognuno di noi è molte cose, e dipende solo dal coraggio di ognuno riuscire a vivere tutte le nostre identità. E dall'energia. Energia infinita, che abbiamo dentro, che generlamente se ne va via (inutilmente) con i sensi di colpa, col faticoso e devastante tentativo di essere coerenti, cioé soltanto-semplicemente uno. Salvata quell'energia, Stojan ci prova, trovando se stesso nelle infinite radure della vita e perdendosi nella mancanza di identità. Rinunciando a "uno" e diventando "tutti". Grazie di averlo letto e del commento. Ciao. S.

"zenzero e nuvole"alla festa di s.giovanni a cesena?
le scrivo per conto del bar libreria per cui lavoro,il "nerosubianco" di cesena.siamo rimasti affascinati dal suo libro "zenzero e nuvole" e in previsione della sagra di s.giovanni,che si terrà cesena dal 22 al 24 giugno,la contatto per avere informazioni su una sua possibile partecipazione all'evento.Il tema intorno a cui vorremo far ruotare le nostre iniziative sono appunto le nuvole,e vorremmo inserire in programma la presentazione del suo libro,con la possibilità di chiamare uno chef che ne presenti e ne prepari una o più ricette. Le chiedo quindi quale può essere un modo più diretto di contattarla,e le lascio pertanto il mio numero(349/8661344)e quello della libreria(0547/22503),in modo anche da illustrarle il contesto in cui si svolgerà l'evento. Grazie per la sua attenzione,e per la sensazione di libertà che il suo testo è riuscito a trasmettere..
monica panzavolta 
Grazie per l'invito e per i complimenti. Molto graditi entrambi. Mi dia qualche giorno, perché in questo periodo si sta accavallando di tutto. La cercherò appena mi riesce. Grazie ancora e saluti. S.Perotti

IV edizione Premio Letterario G.A.Campano
Le scrivo per conto di un'associazione giovanile no-profit, il C.C.R.S. XX Luglio, che opera sul piano culturale e sociale, nonchè sportivo e ricreativo in un piccolo paese in provincia di Caserta. Anche quest'anno abbiamo intenzione di organizzare un premio letterario, giunto ormai alla sua IV edizione, rivolto ai ragazzi delle Scuole Medie dell'intera Comunità Montana "M.S.Croce", e che fornisce loro la possibilità di vincere una borsa per gli studi superiori. Potrà ben capire come, per un paese piccolo come il nostro, così poco vicino alla cultura e alla lettura, questa sia un'occasione davvero preziosa. Nelle passate edizioni il nostro concorso ha avuto l'onore di essere presieduta da esponenti importanti del panorama letterario contemporaneo, come il prof. Pazzaglia e il prof.Filippelli. Volevo quindi chiederLe se anche Lei è propensa a partecipare a questo genere di manifestazioni e quale sarebbe il Suo compenso. (Per quanto riguarda la data, la manifestazione ha sempre avuto luogo tra giugno e luglio). La ringrazio per l'attenzione che mi ha prestato. Enrica Calce P.S. La invito,inoltre, a visitare il nostro sito www.xxluglio.it
enrica 

Confronto
Grazie per l'apprezzamento e per essere sempre disponibile al confronto. Anch'io sono così, non mi offendo mai e credo molto negli scambi costruttivi. Per quanto possiamo non aver bisogno di nessuno abbiamo sempre in fondo bisogno di tutti. L'umiltà è un grande dono e tu ne possiedi in abbondanza.
Marja 

Piccola opinione
Sto gustandomi il tuo libro. Per ora direi che il mio giudizio è abbastanza buono, ci sono dei brani che mi hanno anche ispirato, probabilmente perchè situazioni vissute e quindi sentite. Trovo che sia a tratti davvero eccellente anche se in alcuni punti, non so se mi spiego bene, lo trovo troppo saggistico. Nel senso di troppo raccontato e poco dimostrato. È comunque molto interessante anche se credo che tu sia ancora in piena evoluzione. C'è bisogno di più sicurezza. Mio parere... di piccola scrittrice per hobby :-) Non pubblicarlo. Non sarebbe giusto fare una non esilarante pubblicità al libro. Conosco il grande lavoro che c'è dietro ogni testo, in parte o almeno lo immagino e a questo lavoro che va tutto il mio rispetto. Non è ancora un giudizio complessivo. Fino ad ora l'interesse è in crescendo, l'inizio stenta un po' a decollare.
Marja 
Certo che lo pubblico, invece. Non ci sono censure qui, altro che per i mlaintenzionati. Il pezzo che ho pubblicato sotto è molto bello. Sei una buona penna e ti esorto a scrivere ancora. Hai stoffa, mi pare. Il tramonto rosso va tolto, per non rischiare la banalità, ma c'è molto di buono. E grazie per il tuo commento intermedio, ma attendo quello finale, con sincerità, come già fai qui. Grazie!

Nel mare di me
“Stephan pescava, io mi sedevo di lato e tessevo le reti strappate. Quando scompariva per giorni e giorni, per settimane, pregavo nel ricordo del suo intenso profumo di muschio. Avrei visto ancora la prua della sua imbarcazione doppiare il capo del piccolo golfo? Ero sola, ma trascorrevo il tempo giocando con questa domanda, conservando gesti e parole per il suo ritorno. Finché un giorno il tempo cominciò a non trascorrere nello stesso modo. Stephan non tornò più. Quando lo compresi piansi per molte notti. Poi una mattina sparai un colpo e una barca di pescatori mi raccolse. La guerra era finita da quattro anni.” ( Stojan Decu, L’altro uomo – Simone Perotti – Ed. Bompiani) Era finita la guerra e non mi ero accorta di niente. Mi restavano tra le dita le sue reti strappate ormai secche di tutto. Smisi di giocare con le domande e fu in quel preciso istante che mi accorsi di non essere più sola, o che la solitudine non era poi così terribile. Ero in compagnia di tutte le storie che andavo cercando e che si stampavano sugli orli dei miei sorrisi di sbieco. Ci sarà un giorno nuovo per giocare ancora e sarà un gioco senza domande. Verrà il giorno perfetto. Verrà per spegnersi nel rosso di un tramonto che si scheggia su onde furiose e tra esse dilaga come chiazze impazzite di sangue. E dietro al sole, dietro in fondo, si nasconderanno le emozioni ad aspettare l’alba per rinascere ancora. Ma forse l’alba è morte e il tramonto è vita o il contrario, o mai il contrario. Perché quando impari a rispettare le regole… Quando le impari non valgono più. Le storie nascono e muoiono, seguono corsi spesso distratti. Sono strade battute da piedi sempre diversi. Sentieri di ciottoli calciati con rabbia o scansati con punta di lato – quelle volte in cui c’è bisogno di dare una forma. Serve a volte, sul serio. Quando l’astratto o l’ignoto ti prende alla gola e non riesci per niente a formare le cose. Non ti resta che prendere quella pistola e sparare un bel colpo per aria, senza più aspettarti che qualcuno venga a riprenderti, a raccoglierti come conchiglia delicata e intatta adagiata sulla battigia. Sui bordi di un mare per sempre in tempesta, nonostante ci siano dita allungate che si protendono verso quei sorrisi ma si fermano sempre sulla soglia delle apparenze. È già strano che la conchiglia non sia andata in frantumi e non so se è una fortuna che a tutt’oggi non esista elemento che riesca a corroderla o a darle una forma. Davvero era finita la guerra da anni, senza che io mi accorgessi di nulla? Di sicuro giacevo distesa su quel giaciglio di fiori preparato per… C’era ancora profumo di muschio su quei petali anneriti dall’aria ed io continuavo a guardare le sue reti strappate, vuote di tutto. Mi impigliavano le dita e impedivano agli occhi di guardare fuori. Fuori dagli spazi vuoti di fili marciti che pure c’erano e si intrecciavano ovunque. Anche dentro di me. Poi sparai un colpo in aria, non so dire se era di giorno o di notte. E attesi forse mille giorni, senza che qualcuno venisse a riprendermi mai. E conservo gesti e parole da disperdere in un golfo di carta. O semplicemente in un mare di me. Pubblicato su: www.liberodiscrivere.it
Marja 

coincidenze
ieri, cercando una ricetta di torte al cioccolato su google, incappo in una rubrica intitolata UN TOCCO DI ZENZERO....e trovo una torta suggerita da una lettrice battezzata torta del "lupo di mare"...tralascio la ricetta perché + che da lupo di mare è..da suicidio al colesterolo...e arrivo al commento finale della lettrice..."torta ideale per essere consumata con amici, magari in barca al trramonto...e termina...."che ne pensi simone?"...curiose combinazioni...ciao a presto!
monica 
curioso, sì. Mi sai dire dove l'hai trovata questa chiusa che mi riguarda? Grazie e un saluto!!

Da una nuvola...
Sto leggendo Stojan, a lettura ultimata ti dirò. Grazie per aver soddisfatto la mia curiosità. Molti scrittori, scrivono a quell’ora e molti di essi sono lavoratori. Lo sappiamo bene che a vivere di scrittura sono ben pochi. Però c’è questa grande voglia di scrivere che dilaga anche su tanti siti di scrittura creativa. Io è da circa tre anni che mi dedico, diciamo più seriamente, alla scrittura ma non sono mai riuscita, accidenti, a scrivere assiduamente, sono una pigra, che si defila nella poesia, molto più veloce, e comodo con licenza! Ora di domande però ne avrei qualche altra: Hai mai frequentato corsi di scrittura? In ogni caso cosa ne pensi? E per l’editing? Prima della casa editrice, ti affidi a qualcuno o provvedi da solo? Marò quanto sono curiosa. Sono in perenne attesa dell’idea per il romanzo della mia vita. Me ne balenano tante nella testa, ma non riesco a concretizzare che qualche banale racconto. Vorrei che qualcuno mi dicesse: VAI AVANTI… continua che hai talento, ma mi accontenterei anche di un: Senti un po’, non è cosa per te! :-) Scriverei comunque, perché penso che bisogna sempre fare quello che si ama e poi… quel che sarà sarà. Grazie per le risposte che vorrai darmi.
Marja 
La scrittura è così. Tutti scrivono, gli editori sono affogati di manoscritti, di segnalazioni, di amici degli amici. Ed è una lunga rotta colma di insidie. C'è un solo modo per andare avanti: credere molto nei propri mezzi, senza attendere pacche sulla spalla, senza cercare consenso, che tanto non arriva (se non quando non serve più); e poi lavorare in modo professionale. No a: scrivere quando viene, studiare poco o quando capita, non riscrivere tante volte, scrivere e far leggere le prime stesure, non cambiare quel che va cambiato, etc.... La scrittura è assai più artigianato che arte. L'artigiano lavora di fino, sta a bottega tutti i giorni, lima, raspa, bulina, toglie, sega, incolla, ma non lo fa "quando capita". La dimensione professionale è quel che fa la differenza. Ogni giorno, che piova o tiri vento, occorre scrivere con impegno, lavorare, sudare, e alla fine devono far male i muscoli, dolere le articolazioni. Si deve soffrire, per scrivere. Accanto a ciò, il suo rovescio. Scrivere è un'impellenza, per chi lo fa. Un'impellenza liberatoria, in cui si finge un ondo intero, si costruisce un meccanismo parallelo alla realtà. Con i personaggi si vive, ci si accompagna. Sono esseri viventi, creati dall'autore, che è Dio per la sua opera, che poi è metafora della sua vita, interpretazione del suo mondo. Dunque, è un'esperienza di grande gioia, di grande emozione, di potenza inaudita. Sofferenza e piacere, lavoro, impegno, godimento, passione. Ecco le colonne del tempio della scrittura. E sul frontone c'è una scritta. Questo non è un passatempo. In bocca al lupo Marja, non farti frenare, se veramente vuoi scrivere. Non cercare la pacca sulla spalla. E' senza conforto che l'autore è abituato a scrivere. Il conforto, l'unico possibile, glielo daranno le storie che avrà saputo inventare.

complimenti&consigli!!!
Ciao Simone, sono Matteo Grimaldi, il matto che ti commenta sul blog! Ho appena ascoltato e visto l'intervista al tg2 che hai messo sul sito. Sei stato davvero accattivante, e quindi acquisterò presto il tuo libro. Magari a Roma, domani! :) Domanda secca. Io vorrei proporre il mio romanzo a Bompiani. Conosco ormai quasi a memoria le insidie e la cattiveria del mondo dell'editoria. Come mi consigli di fare?! Mandarlo e via?! Oppure pensi che sia possibile inviarlo a te, darmi un parere sincero e poi vedere, se ne vale la pena, come fare?! Sembrerò sfrontato, ma capiscimi. Non mi faccio troppi problemi a parlarti così. Spero non te ne faccia tu a rispondermi! Grazie mille e continuo a leggerti tutti i giorni! http://www.speakers.diablogando.it/main.php?blogid=2380 M.
matteo grimaldi 

Quattro chiacchiere
Ho letto che c'è in uscita un nuovo romanzo oltre a Stojan... Ho ben capito? Se così fosse, quanto tempo dedichi al giorno alla scrittura? Io Stojan Decu l'ho ordinato, aspetto che arrivi e poi ti dirò. Intanto mi chiedevo perchè in "leggi on line" ci sono quelle E' e non È. Piccola curiosità! e aggiungerei leggera deformazione. Senza professionale! Perchè non mi ritengo una professionista. Mi piacerebbe tanto esserlo.Ecco. A presto...
Marja 
Cara Marja. Sì, di romanzi finiti ne ho due. Sto aspettando le trafile di rito con Bompiani per poterli pubblicare. Essere uno scrittore italiano e non chiamarsi Faletti rende tutto più cauto e lento da parte dell'editore. Grazie (doppiamente) di aver ordinato il libro e grazie dei commenti che mi darai a lettura ultimata. Io scrivo dalle 6.00 (o giù di lì) alle 9.00 tutte le mattine (o quasi. Tutte quando sto scrivendo un romanzo). E' il momento del tepore e dell'intuizione, della non completa consapevolezza, ma della coscienza. Per me è sempre stato così, oltre al fatto che lavoro (sono uno "scrittore lavoratore" come si definiva Erri De Luca) e dunque dalle 9.00 devo fare altro. Ma so per certo che anche quando non lavorassi per un'azienda, sarei ugualmente lì a scrivere, all'alba. Si fanno molti errori di logica, dunque di sintassi, a quell'ora. E questo è un buon segno. Vuol dire che quel che si sente e si vive in quel momento del giorno è qualcosa che sorge dai recessi non solo razionali, non solo analitici del nostro mondo. E' da lì che può uscire qualcosa di interessante, per sé e per gli altri. Un saluto. ciao. s.

"Gabbiano" cerca Padrino!
Gentile Simone, chi ti scrive è uno dei giurati della giuria studentesca di Sassari che hanno fatto parte della giuria del Premio Cala di Volpe. Forse ti ricordi di me, Vincenzo. Feci un commento su Stojan Decu (ricordi? I gabbiani che lambiscono il gulag, il mare e Stojan...) che tu apprezzasti molto. Sulla mia copia del romanzo hai lasciato questa dedica "A Vincenzo che ha scoperto qualcosa quì dentro. Qualcosa di vero.". Ti scrivo perchè ora ho bisogno che sia tu a scoprire "qualcosa di vero" (se c'è, ovviamente!) in un mio lavoro. A settembre ho vinto il premio nazionale di poesia Finalmente Poesia indetto dal comune di Procida, e ora una casa editrice sembra disponibile a stampare un volume di mie poesie. Tuttavia, mi è stato suggerito di far leggere il mio lavoro ad una persona di sicura levatura culturale, e chiederle se è disposta a scrivere una prefazione a questo lavoro. Sarei davvero onorato di avere te come " padrino" di questo mio lavoro. Cosa ne dici? Mi basta un tuo cenno e sono pronto ad inviarti una mail con in allegato word la mia raccolta. Il mio indirizzo di posta elettronica è salomone14@libero.it Resto in attesa di un segnale, ti faccio ancora i miei complimenti per la tua scrittura (in bocca al lupo per il nuovo romanzo!) e ti ringrazio fin d'ora per l'attenzione e la disponibilità.
Vincenzo Cossu 
Caro Vincenzo. Il coprotagonista di un romanzo che sto correggendo si chiama come te. Ma non è per questo che volentieri leggerò il tuo lavoro. E' perché tu dicesti che "Stojan è un personaggio d'acqua", commento che ancora oggi trovo una delle definizioni più affascinanti e azzeccate per il protagonista della storia con cui vinsi il bel Premio Cala di Volpe. La tua arguzia, la tua attenzione e la tua capacità d'intuire e comprendere il mio romanzo mi colpirono. Mandami senza dubbio le tue cose, dunque. Le leggerò con attenzione. Un in bocca al lupo. Ciao e a presto. S.

...grazie per aver scritto
Ciao Simone, parafrasando la dedica che mi hai scritto sul libro alla Cascina del Cornale (mi ringraziavi per aver letto)sono io che ringrazio te per aver scritto... Confesso di aver letto solo "Stojan Decu", ma prometto che colmerò la lacuna quanto prima e il prossimo intervento sarà più completo. Ho molto amato quasto romanzo, consigliatomi da Davide Ruffinengo,mio ex vicino di negozio e compagno di fede calcistica,che mi ha permesso di staccare la spina da un quotidiamo non sempre brillante e spesso ripetitivo e mi ha fatto girare il mondo restando seduta sulla poltrona aspettando che qualche sparuto cliente venisse a comprare un paio di jeans!!!Il negozio adesso è chiuso,ma il libro,quando non è tra le mani di altri lettori affascinati dalla trama(l'ho prestato...ebbene si),è sempre con me. Faccio molta fatica a scrivere qualcosa che verrà letto non solo dal destinatario,ma anche da altri e quindi non cercherò di dirti cose profonde(ho letto cose piuttosto "impegnative" all'interno di questo contenitore)o spiritose,ma voglio solo che tu sappia che, per me,libri scritti col cuore come il tuo fanno bene all'anima del lettore e spero anche quella dello scrittore....quindi mi auguro di non dover aspettare altri 9 anni per ritrovarmi fra le mani la dedica di Simone Perotti riportata su di un nuovo romanzo. P.S Se ricordi al Cornale si era anche parlato del fascino esercitato da De Carlo sulle donne...bè...l'ho visto in un intervista per presentare il suo nuovo libro e ho trovato che abbia perso parecchio del suo smalto!!! Molto meglio Perotti!!!! Ora ti saluto sperando che Davide mi avvisi la prossima volta che fate qialcosa insieme. Reginella
Reginella 
Cosa fa amare un romanzo? Il fatto che descrive cose che ci somigliano? Il fatto che il suo autore dimostra di pensare come il lettore? Oppure il ritratto di luoghi e persone che conosciamo, o alle quali vorremmo somigliare? Non credo che nessuno abbia la risposta a questa domanda. Ma ogni volta che un uomo o una donna amano un romanzo e si sentono descritti, raccontati, compresi... si compie un miracolo di relazione, di comunione. E' per questo che quel che scrivi mi fa molto piacere. Non sono i complimenti a colpire un autore, ma la riedizione, ogni volta incredibile, di un nuovo avvenimento miracoloso. Grazie e a presto. S.

ECCOMI.........SONO PAOLA......COLEI CHE è STATA RAPITA DALLA TUA PRESENTAZIONE
Ciao Simone. Sono Paola. Ci siamo conosciuti a Magliano durante un aperitivo letterario organizzato da Davide Ruffinengo. Lì tu hai presentato il tuo libro su Stojan. Io non conoscevo né te e neppure i tuoi libri. Come hai scritto sulla dedica del libro, hai percepito che, dalla sola tua presentazione, io sarei stata “rapita” dal racconto. Però, come ti dissi, avrei potuto ribaltare l’entusiasmo in delusione dopo la lettura del tuo libro!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se ricordi (ricordi?????) siamo rimasti d’accordo che al termine della lettura del tuo libro io ti avrei scritto dicendoti ciò che pensavo. Ed eccomi. E’ un po’ che ho finito il libro ma ora so che ciò che scriverò è privo di strascichi di picchi di entusiasmo ed è ciò che per sempre mi resterà dentro dopo questa lettura. Che penso? Due sono i pensieri che la mia mente ha formulato dopo la lettura del tuo libro (di cui ho apprezzato lo stile e l’originalità dell’argomento e del modo con il quale lo hai trattato). Il primo ……..E’ talmente fantastico un personaggio di quel genere da sembrare fantascientifico…..incredibile…..quasi impossibile! Ma comunque la storia di Stojan, anche in questa prospettiva, dà un tale apporto di forza e di speranza di poter cambiare là dove l’individuo sente dentro qualcosa che lo spinge in direzioni e condizioni e modalità di vita diverse rispetto a quelli che crede propri e soprattutto definitivi che un lettore in questa situazione finisce per provare a seguire la scia di ciò che sente dentro anche se coccia con ciò che il mondo fuori si aspetta da lui o ciò che egli stesso crede di essere. Il secondo…………….Finalmente qualcuno che mi dia ragione sul fatto che nel corso della vita si può cambiare tante volte strada! E qui il discorso si complica perché i cambiamenti nella vita possono significare due cose. O l’incapacità di arrivare a conoscersi per cui si prova e riprova e non si arriva mai alla (o alle) propria/e essenza/e o una personalità complessa che si evolve e prova a vivere a 360° tutte le fasi della propria evoluzione, senza prefiggersi un punto d’arrivo ma considerando ogni fase come una vita. E mi pare che Stojan sia un uomo che si evolve e vive la propria evoluzione, senza timori, senza paure, senza una fine. Mille vite in una vita. Grande Stojan, l’uomo per il quale ho pianto quando ho dovuto lasciarlo alle fine del libro. Per qualche minuto alla fine dell’ultima pagina, sono rimasta in silenzio ad aspettare che ancora mi parlasse e per qualche giorno ho lasciato il libro sul comodino sperando che si aggiungessero magicamente ancora alcune pagine oltre il segnalibro che era posizionato all’ultima pagina. Cosa mi ha lasciato la lettura del tuo libro? Conferme che non sono in crisi ma solo in una fase diversa della mia vita. Sicurezza che devo seguire il sogno di vita che ho dentro…….non ho sbagliato in passato nulla ma neppure c’è nulla di sbagliato in ciò che voglio dal futuro. Conferma che non sto vivendo una vita diversa ora ma solo sto vivendo la “mia vita” che è fatta di tanti spicchi………e più spicchi ci sono….e più tempo ci metto a completare la sfera…….più vivo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!( e intendo vita……….considera che ci sono in giro un sacco di morti viventi!!!!!!!!!!!!). Ti saluto. Spero di incontrarti presto o di sentirti. Ti lascio con un grazie per avermi regalato Stojan! Un’ultima considerazione………credo che ci sia moltissimo di te in lui……(e ciò da come hai descritto le emotività ed emozioni nel lasciare quel personaggio quando hai finito di scrivere il libro…………credo che non sia solo perché per nove anni, come ha detto all’incontro letterario, tu sei stato in sua compagnia e quindi lo consideravi con spirito “materno”………anche per questo certo……….. ma soprattutto perché il tuo racconto è il racconto di te stesso ……….di come sei o come cerchi la forza di voler essere……………e quindi sono felice di averti incontrato nel cammin della mia vita (una delle tante mie vite………guarda che esiste una “Stojan donna” al mondo ……..forse più di una ma almeno una!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!). Un abbraccio ed un bacio! Paola
PAOLA 
Grazie mille. Fu una bella presentazione. E fu bello notare qualcuno che sentiva le storie già ancor prima di averle lette. Tu eri tra questi. Grazie infinite e a presto. S.

non accetti i complimenti
non accetti nessun tipo di complimento, e non ne capisco il motivo.sono manuela, la ragazza che lavora presso il dott.Ferri; mi spiace dover cominciare così brutalmente il mio commento, ma è lampante la maniera in cui dribbli tutti coloro che tentano di elogiarti per lo splendido lavoro svolto.generalmente scrivere esorcizza la paura di non essere considerati, ma espone anche e soprattutto a critiche, meriti..non mi capacito di come uno scrittore bravo, esordiente, che istituisce un forum per commentare, parlare,che dice di comunicare(il fulcro voleva essere questo,ma...)possa ancora "arrossire" dinnanzi commenti tanto gentili, tutto sommato più che soddisfacenti.ma non eri tu che sostenevi il Fare Fare Fare per non soccombere in una società stracolma di imposizioni, di no, di noia mortale?come puoi non Fare caso a tanto riconoscimento?perchè stavolta ti tiri indietro?i complimenti,a parer mio, sono enfatizzanti..ciò che cerco di sottolineare è il fatto che non sempre si è costretti a ringraziare e basta:in molti beneficiano dei tuoi racconti, è giusto spendere due parole per l'affetto dimostrato, ma nn credo sia giusto chinare il capo e tirare dritti come treni.prenditi i tuoi meriti, gli elogi..non ne abbiamo mai a sufficienza nel bagaglio dell'autostima.non a caso la depressione è il male del secolo. non offenderti, il mio vuol'essere un modesto consiglio da chi fa anche peggio!a presto, manuela
manuela 
forse hai ragione, Si attendono complimenti così a lungo, per il proprio lavoro, e non per narcisismo, ma per comunione... che poi... Ma io li accetto con grandissima gioia, e grande senso del valore del proprio lavoro. stojan è stato duro da scalare. Una montagna di pagine, di riferimenti, di storie, di personaggi... accetto molto molto volentieri i tuoi (i vostri) complimenti. Mi aiutano a pensare che quel che ho scritto non è solo qualcosa che risiede nel mio cuore. Ha, forse, un valore maggiore. Grazie

Frascati e la Renault 4
Caro Dottor Perotti (così ti chiamava la segretaria che rispondeva quando chiamavo e chiedevo di Simone), sono certo che non ti ricordi di me (giustamente), ma anch'io facevo parte del gruppo di "amici" che si riunivano circa dieci anni fa a casa di Carlo D'Amicis, l'uomo del telefono squillante. Ero e sono Antonio Mannina, uno scrittore, un tipo magro, sempre vestito di nero, dai capelli lunghi - un tempo... ahimè - raccolti in una coda. Complimenti per il tuo Stojan Decu, mi fa davvero piacere per te. Ricordo quando mi raccontavi di "Zenzero e Nuvole" ed. Theoria e in particolare una mattina in cui venni a casa tua a Frascati, dietro al DE.CA.MA.NO. Sbaglio o avevi una fantastica Renault 4? Leggerò presto il tuo romanzo. Spero di sentirti per farti i complimenti che meriti. Io intanto ho appena terminato il mio ultimo romanzo che, spero, riscuoterà il successo che merita... non appena lo avrò pubblicato! Dieci anni fa mi dicevi che scrivevo bene per essere così giovane, ora posso affermare senza presunzione di scrivere cento volte meglio (e di essere invecchiato male). Ti lascio la mia mail e mi congratulo ancora. A presto, allora! Antonio
Antonio 
Un'altra voce che viene da lontano. Ricordo bene. Ci riunivamo come una "Setta dei Poeti Estinti", in casa d'uno o dell'altro, e ci leggevamo le nostre cose, pagine che (temevamo) nessuno avrebbe letto mai e che (quindi) tiravamo fuori almeno tra di noi. Andrea aveva già pubblicato due romanzi con Rusconi, Carlo uno con Transeuropa e io il mio "Zenzero..." con Theoria, ma eravamo tutti davvero alle prime armi, di testa, di penna, di cuore. Però, se dovessi dirti la sincera verità, com'eravamo belli, pieni di angoscia e di speranze. Oggi per fare due chiacchiere di letteratura con qualche amico scrittore (a avercene...!) bisogna fare i salti mortali. Quanta invidia, quanta poca passione per la scrittura, e quanto rilievo alle vendite, ai premi letterari, a cose che dovrebbero essere solo "di contorno"! Un tempo, in quel gruppo, c'era aria di cenacolo, di spantaneità. Tempo per nulla perduto. Piuttosto, tempo e energie ben spese. Qualcosa di cui parlare, e, oggi, ricordare con piacere. Un forte abbraccio e in bocca al lupo con i tuoi romanzi. Ciao. Simone

un po' in ritardo
E’ passato quasi un mese da quelle sera in cui mi hai regalato il tuo libro con dedica “Zenzero e nuvole” . La serata così mite di fine estate, le belle chiacchiere tra amici, il buon cibo che ci hai preparato, le foto scattate (con mio disappunto! ) ha reso l’incontro con te davvero piacevole. Non sono d’accordo quando dici che tanta strada devi fare per dare piena connotazione alle parole; quando invece dal tuo libro continuamente emergono immagini, profumi, sensazioni, luci… Un mondo magnifico, fatto di misteriosi, inusuali tasselli, finemente incastrati in equilibrio perfetto. Un dosaggio da grande chef! La forza del libro sta invece proprio lì, nella grazie della scrittura, che sottende sempre un’emozione intensa. Una scrittura colorata, delicata e sapiente, per ridurla ad aggettivi essenziali, capace di toccare le corde del cuore. Forse per questo quella sera sono stata tanto bene in tua compagnia. Quindi è il momento di ringraziarti Simone, per il dono ricevuto e perché il libro mi ha permesso di conoscere un po’ meglio l’uomo. A presto Stefania
Stefania 
Grazie Stefania. Mille grazie per aver voluto leggere e recensire il libro. E' la conclusione di un cerchio, quando un lettore racconta cosa è stato per lui leggere qualcosa scritto da me. Le storie immaginate in anni, accompagnano chi le ha create fino a diventare parte della propria stessa realtà. Ed è di realtà che si parla, qui. Grazie davvero. Un caro saluto. S.


Ciao Simone ho appena terminato il tuo libro "zenzero e nuvole" e adesso, come suggerisci, lo lascerò riposare per un po' per mettermi a cucinare, a navigare, o magari a fare l'amore (in barca). Però prima vorrei dirti che i tuoi racconti sono stimolanti, profumati (non solo di zenzero) e criptici quanto basta. Spesso, soprattutto al timone in una notte di vento teso durante un trasferimento, mi è venuta la voglia di scrivere ed esprimere in parole, per qualcun altro o anche solo per me stessa, le emozioni e le sensazioni che provavo; leggendoti mi sono ritrovata in molte situazioni, in altre mi sono persa, e va benissimo così. Grazie! Come si fa a venire in barca con te? Ti prometto che cucinerò io, cosa non lo so, ma di certo con ingredienti raccolti lungo costa fra i profumi della macchia mediterranea. Ma dimmi, sei poi riuscito a partire davvero o sei rimasto seduto sulla bitta di ghisa col sigaro in bocca?
Manuela 
Grazie della tua lettera Manuela. Chiunque tu sia capisco che navighi, che cucini, che sogni. Non mi sembra strano che ti sia piaciuto lo zenzero, allora, e con lui alcuni racconti scritti per andare lontano con la fantasia. No, non sono ancora partito, ma i tempi stringono e quel giorno si avvicina veloce. I sogni vanno sempre realizzati. Almeno, occorre provarci così fortemente che ci parrà che si siano compiuti, in ogni caso. Ma la partenza è vicina. Molto vicina. Buon vento. E buona lettura.


Ho terminato il tuo libro Simone.... fantastico! Stojan resterà nella mia memoria e nel mio cuore! Un incontro "fatale" che ha lasciato la voglia di un nuovo incontro! Grazie!
 
Ne sono lieto. Il nuovo romanzo è finito, dunque. E' in mano al mio agente e all'editore. Vediamo cosa accade e soprattutto quando accade. Grazie dei complimenti. Un saluto. S.

Incontro Fatale 2 con Stojan
Ciao Simone, ho letto tutto di un fiato il tuo manuale di nomadismo letterario e gastronomico, ammetto di non aver ampliato le mie conoscenze culinarie ma certamente ho apprezzato il tuo modo di scrivere e le entusiasmanti narrazioni in esso raccolte. Ho poi subito iniziato a leggere Stojan Decu avida di conoscere il protagonista ed ancora di più il suo scrittore. Purtroppo giunta all’incontro di Stojan con Che Guevara, ho mio malgrado sospeso provvisoriamente la lettura….. il lavoro ha fagocitato il mio poco tempo libero; studio, ricerca ed approfondimento hanno preso il sopravvento….. o forse non mi piaceva l’idea di vedere il mio eroe, sulla piattaforma Invicible, vittima di se stesso, triste e delirante….. o forse mi stavo innamorando di Lui…. “come se attendere Stojan fosse un momento della vita di tutte le donne".... stava divenendo anche il mio! A presto! Sara P.S. Mi sono sorpresa ad osservare la copertina del tuo libro (il volto di Stojan… se non sbaglio da te dichiarato in un’intervista) trovo sia uno sguardo vuoto….. poco comparabile con quello di Stojan, nel mio immaginario. Lui sapeva cosa, dove e perché guardare… uno sguardo profondo, sicuro, infallibile e pieno di passione per la vita!
Sara 
Grazie Sara. Ma spero che tu possa riprendere la lettura! Un romanzo non deve rimanere letto solo a metà. Vuol dire che non è un buon romanzo... Grazie dei complimenti che fai. L'uomo sulla copertina mi ha affascinato per il suo stile, per la sua sospensione spirituale, quasi mistica, "dentro" ma anche "fuori" dell'esistenza. Un po' come Stojan, che è di questa terra ma anche di una terra altrove. Buona prosecuzione. Un saluto e grazie. Simone


Ciao Simone, permettimi di darti del tu ti prego. Ti ho conosciuto attraverso Stojan Decu ed ho imparato ad amare il tuo modo di scrivere anche scoprendo Zenzero e Nuvole. Ho letto e riletto i tuoi libri fino quasi a consumarne le pagine scoprendo ogni volta nuovi spunti di riflessione, nuovi viaggi da percorrere e dai quali tornare arricchita. Ti volevo ringraziare per il modo con cui riesci a trasmettere emozioni e con cui fai intraprendere percorsi che riservano sempre particolari inaspettati. A quando il prossimo viaggio?
Barbara 
A presto, spero. Sto facendo la revisione al nuovo romanzo. Spero proprio presto, dunque. Sarà una storia completamente diversa da quella di Stojan Decu. Prendere le distanze da un personaggio così ingombrante, così ricco, non è stato facile. Ci ho convissuto per anni. La tentazione di scrivere un "seguito" o di fare del personaggio un serial, era grande. Ho anche scritto tre racconti con Stojan come protagonista. Chissà mai se li rivedrò e pubblicherò. Ma ora volevo narrare una storia semplice forse, ma pienamente d'avventura, sulla formazione alla vita di due ragazzini e una ragazzina, che crescono sul mare. E' una storia vecchia, per me. Qualcosa a cui penso da tanti anni. Da prima di Stojan Decu. Grazie dei complimenti che mi fai, Barbara. Ne sono lusingato, ma è anche il risultato di un grande impegno. Me li prendo tutti e aspetto i prossimi. Bello che parli di "viaggio" come conseguenza della lettura delle mie storie. Anche questo è un complimento importante. Un saluto. Simone

Passioni
Ciao Simone sono Federica la studentessa di Olbia; ci siamo conosciuti durante il premio letterario Cala di Volpe a Porto Cervo. Ho finalmente letto il tuo libro Zenzero e Nuvole e l'ho trovato incantevole. Non c'è niente da fare!! Mi piace davvero il tuo modo di scrivere perchè mi rendo conto che abbiamo molte passioni in comune. Spero di emozionarmi ancora leggendo i tuoi libri e magari rincontrarti per un'altra piacevole chiaccherata. A presto e buon lavoro. PS Gli studi procedono alla grande, forse tra poco riceverai una mail da una Dottoressa... incrociamo le dita
Federica 
Cara Federica. Grazie dei complimenti. Un piacere riceverli. Spero proprio di riceverne altri e di ricevere un messaggio da una neo dottoressa! Scrivere intercettando, interpretando, con i miei personaggi, le passioni di un lettore sconosciuto o appena incrociato lungo la via, è una gioia davvero importante. E' tutto quel che si spera quando si scrive. Giorni e giorni, mesi, anni per studiare, creare, rivedere, riscrivere... qualcosa che deve interessare, avvincere, appassionare migliaia di persone lontane, diverse. Una grande alchimia, difficile, rara. Quando riesce è una grande soddisfazione. Un abbraccio e a presto. Simone

amarcord
Simone...... mi chiedevo che fine avessi fatto....e che cosa fosse rimasto di quelle serate passate a discutere su cosa fosse la solidarietà, su come aiutare gli altri, sulla festa che abbiamo realizzato ad un pub di frascati di cui non ricordo il nome, incasso devoluto alla cooperativa spazio lavoro di Albano (era il 98). Non so se ti ricordi di me, sono Paolo De Rossi; molta acqua è passata, molta continua a scorrere nel fiume della vita. Un abbraccio
Paolo De Rossi 
un buon inizio, la mia fine. La definirei così, senza spodestare Terzani. Sono a Milano e scrivo, come vedi. Di quell'esperienza di solidarietà rimane molto, con nuove cose in territorio nordico. Certo che mi ricordo di te. Eravamo bravi a fare, a mobilitare, insieme. Molte delle cose che facevamo le fa Stojan Decu, il protagonista del mio romanzo. Solo che lui le compie fino alle estreme conseguenze. La letteratura è un ponte tra le nostre aspirazioni e la nostra mediocrità. Poi, se è onesto, lo scrittore deve tendere ai propri personaggi, perché la scrittura ha un'etica, vive di una fantasia che deve sempre tendere a diventare reale. Altrimenti è menzogna. Si va di questo passo, dunque. Spero tu stia bene. Fatti vivo. Un abbraccio. Simone


Ieri ero sola a casa nessuno in giro ad infrangere silenzi. Solo un po' di musica, bè quella si potrei morire senza! Così ho ripreso in mano Zenzero e Nuvole, ho letto un po' di pagine, saltellando qua e là. Amo questo libro, ogni volta che mi capita tra le mani mi riserva sempre qualche sorpresa, o meglio qualche emozione. Così ieri, mi ha colpito la riflessione circa l'attesa degli eventi, è vero, è così, passiamo giorni interi ad aspettare il materializzarsi delle cose, o delle persone, o peggio delle occasioni che ti portano le persone. Passiamo ore e giorni, sfinendoci nell'attesa di ciò che probabilmente non sarà mai. Oppure se sarà non accadrà proprio come ce l'eravamo immaginato, un po' deludente, non all'atezza delle nostre aspettative, e allora mi chiedo se vale veramente la pena, logorarsi dal mal di stomaco per telefonate mai arrivate, incontri mai avvenuti. Sembra una riflessione ovvia, invece tutti prima o poi aspettiamo qualcosa che non dipende da noi, affidandoci al caso, o meglio al fato....in questo Woddy Allen insegna. Ieri ricordavo tutte le volte che sono rimasta a casa ad aspettare una telefonata, aspettando che qualcuno si decidesse ad alzare il telefono e comporre il mio numero...perchè poi tutta questa certezza e fiducia negli eventi. Ora non è così, nutro sempre aspettative ( a volte inutili), ma vado comunque avanti con le mie cose, non resto immobile nell'attesa, continuo la mia vita, cerco di crescere di acquisire più conoscenza possibile, perchè a volte ad aspettare si perde solo tempo. Così se proprio quella telefonata arriva, o quella persona si materializza davanti ai tuoi occhi proprio nel momento in cui tu ne hai più bisogno, se questo accade allora ci sarà un bagaglio di esperienze da mettere in comune, come un unico patrimonio. Vita da raccontarsi a bassa voce nel cuore della notte...Allora niente più attese, solo fiducia nella fortuna, sperando che il telefono squilli o chissà....
 
Condivido integralmente. e aggiungo: azione! Ad ogni gesto fatto, ad ogni passo, ci attende una porzione di vita. Azione, dunque. Di chi parla soltanto, non mi fido... Però c'è modo e modo: qui si parla di azione personale, individuale. Tutto a proprie spese. C'è troppa gente che sale in groppa, che fa l'autostop. Fatica propria, passi propri, strada propria. Se c'è contributo da fuori non va così bene. Non sempre, non all'inizio. Per viaggiare l'autostop va benissimo, ma per la vita no. Io non faccio il vecchio saggio (anche perché ho quarant'anni) e vado bene per le ricette gastronomiche, non certo di vita. Però dico: non ho stima per chi non agisce. E neppure per chi sfrutta l'azione altrui. Brava Elisa che non attendi soltanto, e che quando è il momento trovi cose tue, minerali estratti dalla tua miniera, a mani nude, senza aiuto. Buona lettura.

Dalle pendici del Tuscolo...
Grande Simone! Sono sicuro che non ti sei scordato di me, anche se sono passati molti anni (una decina) da quando ci siamo visti la prima volta, all'ombra di uno stand nella piazza principale di Grottaferrata: eri lì per presentare il tuo "Zenzero e nuvole" (quello originale, uscito per Theoria). Dopo, ci sono stati i nostri incontri "tra autori": ricordi che serate a casa di Carlo D'Amicis (con il telefono che squillava in continuazione e lui che non rispondeva mai: inquietante)? Altro ricordo indelebile: i tuoi 22Mb di racconti già scritti. Una cifra che fa impressione ancora oggi; figuariamoci a quei tempi, quando la maggior parte di noi scriveva su WordStar e un racconto equivaleva a pochi kappa! E tanti, tanti altri ricordi, tutti belli per quanto mi riguarda. Soprattutto, ricordo con grande piacere (e con una punta di nostalgia) una soleggiata mattina al Bar Roma di Frascati, tu ed io seduti a un tavolo, il tuo sigaro Toscano a solleticarmi le narici... Tu avevi tra le mani l'incipit di un romanzone storico che mi accingevo a scrivere: ricordi Thoreau & Co.? Mi dicesti che era un inizio straordinario, etc. etc. Era vero, e tu eri sincero. Eri fiducioso. Sono passati tanti anni e quel romanzone alla fine è stato scritto e una parte la feci persino tradurre in inglese (a mie spese) per proporre il libro direttamente negli Stati Uniti (perché lì le cose funzionano davvero, e le agenzie letterarie non prendono un soldo). Il mio progetto piacque a una grande agenzia letteraria di New York (che oggi rappresenta anche Dan Brown) ma alla fine il libro non andò. Purtroppo e per fortuna. Ma io non mi sono arreso, e non mi arrenderò mai. Quel libro esiste, magari in un'altra forma, dentro di me. Ad ogni modo, volevo farti sapere che non ho mai smesso di scrivere, e mai lo farò. La Storia è ancora la mia passione e mi sto dando parecchio da fare, qui a Grotta, come micro-storico locale, con pubblicazioni, ricerche, iniziative culturali, etc. Ma anche Thoreau & Co. è ancora una mia grandissima passione. Per l'editore Donzelli (collana Saggine) ho ideato, tradotto e curato un libro di saggi di Ralph W. Emerson, il "maestro" di Thoreau. C'è anche un mio saggio-postfazione, e ovviamente tutti gli apparati critici, etc. Un piccolo scrigno di grandi pensieri, di cui sono davvero fiero. Anche perché sono riuscito in tutto questo senza avere alcuna conoscenza, raccomandazione, etc., ma solo con le mie forze e la mia incrollabile fiducia. Il libro s'intitola "Diventa chi sei": anche il titolo l'ho scelto io, e posso dire che riflette appieno il mio attuale stato di tendenza evolutiva spirituale. Sono proprio contento di aver trovato questo Forum per poterti scrivere (anche se un po' di fretta). E sono felicissimo, credimi, per la pubblicazione del tuo romanzo. Ho sempre apprezzato il tuo modo di scrivere, forse perché è così diverso dal mio modo di scrivere, e riconosco che avrei molto da imparare dal tuo fare narrativa. A me riesce più facile scrivere non-fiction, eppure la mia più grande aspirazione è quella di pubblicare un romanzo con una grande casa editrice americana. Pensa tu! Comunque, adesso ti devo salutare. Mi piacerebbe sentirti per telefono un giorno o l'altro. Ti lascio il mio telefono: 06 94315853 (non ho, e non voglio avere, un cellulare: che thoreauviano sarei, altrimenti?). Se puoi, lasciami anche un tuo recapito telefonico fisso (se posso, infatti, evito anche che altri usino il cellulare... e pensare che ho frequentato per diversi anni l'inventore del telefonino!). Un abbraccione e ancora tante sincere congratulazioni per Stojan Decu. Stefano
Stefano Paolucci 
Carissimo!! che bello ritrovarti! Sono molto contento che tu abbia trovato il modo per rientrare in contatto. Ricordo tutto quel che scrivi, e benissimo anche. Mi sono spesso chiesto se il tuo romanzo fosse poi giunto alla sua conclusione. Mi fa piacere che sia andata così. Per la pubblicazione non devi preoccuparti. Le cose marciano, e chi scrive pubblica, prima o poi. Sempre. Almeno se la passione e il talento riescono a trovare la giusta via. E tu avevi entrambe le cose. Cerchiamo di sentirci. Per e-mail ti mando i miei numeri. Un caro saluto e a presto. S.


A dire il vero non è un grande libro, buona la storia, ma la scrittura lascia desiderare. L'autore, a volte tralascia dei particolari importanti, un esempio per tutti quale è stato l'ultimo pensiero di carol prima di piantarsi una pallottola in testa? Come può un umomo passare da una vita all'altra, non sarebbe troppo semplice. Certo è un romanzo e i particolari vanno guardati nel quadro geneale. Il racconto da una spinta al cambiamento, alla forza, ma niente di più di un buon manuale di comunicazione aziendale. La vera novità del libro è l'autore che con il tempo, e con qualche momento di introspezione in più, diventerà eccezionale.
 
Grazie del commento. Il primo negativo, fin qui, e dunque ancor più interessante. La possibilità di passare da una vita all'altra, anzi, di viverle tutte contemporaneamente, è possibile, nella storia, grazie a una grandissima energia. L'energia che il protagonista risparmia evitando di provare sensi di colpa, ritrosie a vivere in modo sfrenato, freni inibitori di matrice culturale. L'idea è che il romanzo ritragga un uomo che ancora non esiste, che forse esisterà, mi auguro, in un futuro non troppo distante. La nostra vita, mediata da una cultura repressiva, che impone la scelta, che si fonda sul "no", che concepisce solo la proprietà (e non l'utilizzo), è fortemente condizionata da queste varianti, da queste vie parallele, secanti, che generano una matassa di fronde e foglie e gemme da nutrire quotidianamente. Il risultato è quello di dover suddividere la nostra energia senza riuscire a impiegarla nella nostra vita, senza concentrarla, tralasciando, per paradosso, quel che maggiormente conta (e di cui unicamente dovremmo essere responsabili), a vantaggio di ciò che non faremmo se non in assenza di questi condizionamenti. Dunque, un'autentica rivoluzione. Mi affascinava l'idea di tentare la descrizione di un uomo nuovo, il primo uomo di una nuova era. Come tutti i salti in avanti (pensiamo a Jules verne, a leonardo, a Orwell), anche questo (assai più umile) potrà risultare solo parzialmente profetico (mi auguro, almeno), ma credo (spero) che indichi una via: quella di un'esistenza in cui ognuno si farà carico della propria storia, non piangerà e non implorerà altro che ciò che saprà costruire o suscitare con le sue forze, si immergerà nelle infinite possibilità che l'uomo ha (e che non sfrutta), troppo preso com'è dalla giustificazione della propria storia in relazione a modelli esterni, dunque inautentici. Da questo punto di vista, il pensiero di Carol prima del suicidio è del tutto irrilevante, perché quella sarebbe un'altra storia, perché quel pensiero possiamo lasciarlo all'intuizione del lettore, perché costituisce un ramo di una chioma, cosa che a me premeva più di ogni altro particolare. Circa la scrittura mi permetto di considerarla discreta, anche se mi rendo conto di quanta strada devo ancora fare per avvicinarmi al nitore e all'efficacia, alla piena connotatività e all'evocazione che le parole, unite alle azioni, devono saper suscitare in chi legge. Rifiuto con un certo sdegno, invece, il paragone con la manualistica aziendale, che forse chi scrive non conosce (per sua fortuna). Mi chiedo, infine, da cosa giunga l'ottimismo sulle sorti artistiche dell'autore, vista la brutale recensione. Che tuttavia incasso e accetto, su cui rifletterò, che mi farà piacere smentire anche per i lettori più esigenti con il mio nuovo romanzo, che sto scrivendo. Piacere a tutti è difficile, ma mi auguro che non sia impossibile. Grazie ancora. Simone Perotti

bel connubio
Mi ha convinta il titolo dell'incontro, "in viaggio con la musica", e soprattutto mi allettava l'idea di "salire a bordo" dei virtuosismi strumentali del già conosciuto e apprezzato Mauro Pagani. Hai fatto tu, da apri rotta e, tra parole, note, pensieri condivisi, arpeggi, assaggi di "nuvole" e dell' "altro" e, infine, ancora di musica, si è concluso quel bel navigare sulla stessa lunghezza d'onda. Peccato. Grazie comunque.
Giusy 
Peccato che si sia concluso, anche per me. Io sarei rimasto lì per ore. Ma che piacere stare lì con Mauro e tutti voi. Bello. Un grazie sentito. Simone Perotti


La cosa che mi stupisce di più di questo libro è la visione delle donne, leggera. Sembra che il protagonista si basti a se stesso, non vorrei esagerare a dire che c'è un sottile odio per le donne, è inquietante. Il libro è molto bello, si legge piacevolmente, ma non è credibile, c'è una sfera delle emozioni che non viene assolutamente vissuta. Credo che l'emanicipazione dai sensi di colpa, come dice lei nella sua intervista pubblicata su questo sito, vada oltre la visione egocentrica che ha il suo personaggio del mondo. La ricerca della vita, del carpe diem, non deve essere per forza un assolo.
 
Interessante. Assumo il termine "leggera" in senso calviniano, dunque positivo. Però lei parla di "odio per le donne", che è cosa diversa. Non so a quale libro si riferisca, ma trovo che non sia assolutamente vero. Sappia che non solo trovo le donne assai più interessanti degli uomini, ma aggiungerò che la loro emotività, la loro psicologia, il loro mondo interiore, li trovo affascinanti, ricchi e colmi di sorprese. Mi colpisce che in qualcuna delle mie pagine lei abbia potuto cogliere il contrario. Ma l'arte è così. Ognuno legge un libro diverso. Un cordiale saluto. Simone Perotti

scusi, ma lei che profumo ha?
Allargo le braccia e raccolgo tutte le e-mail che i suoi ammiratori le hanno meritatamente inviato nel suo forum e mi unisco per diventare un’amica del suo Vivere. E’ una bella soddisfazione anche per noi lettori, lo sa? Ci appaga riconoscere unanimemente un sentire, come fosse un profumo nell’aria che lei ha spruzzato chissà da dove ... Spero che lei continuerà a scrivere, volevo dirle questo. Racconta la vita con la saggia consapevolezza che essa è sempre una delle tante possibili, ma lo fa con una responsabilità e con un’appassionata visione del poi, da lasciare in tutti, spezie vitali di coscienza…”q.b.” per comprometterci! Ho letto prima Zenzero e Nuvole, l’ho regalo a tutte le persone nella mia vita, capaci di Sentire (forse è ora che inizi a regalarlo anche a chi a qualche difficoltà…); poi ho comprato Stojan Decu, ed ora è là che attende la sua onda. Da lettrice affamata quale sono (reverenziale ed innamorata dei classici della letteratura, un po’ cinica e interrogativa verso la produzione contemporanea) mi è accaduto spesso di indugiare sulla lettura di un libro per il solo piacere di creare in me la tensione giusta per avvicinarmene. Una sottile crudeltà a cui sottopongo il mio cuore e la mia mente quando sento che in gioco c’è un bel momento da godere. Il suo libro è giunto a me come una sorpresa, immediato l’istinto di comunicare con lei, di comunicare con altri di lei e dei suoi personaggi…del battito del loro cuore che rimbalza da uomo in uomo ( è più di un augurio!). Più di una volta ho occupato intere serate nel raccontare le istantanee del povero Francesco e del sasso nel giardino di ognuno di noi, dei “ciao” destinati a Jonas, e ancora quel racconto veramente vero dei viaggi fatti da soli e poi, soprattutto sulla fortuna o meno di avere avuto nella vita un Leon… Chissà quanti come me… Niente da fare, le emozioni sono una cosa grande. E se qualche volta ce ne dimentichiamo, così pigiati dalle universali insensatezze, più spesso dalle paure, ringrazio persone come lei, che ce ne sanno ricordare il significato. Anzi, di più: è come se tutto quello che portiamo a spasso durante la nostra giornata, il nostro corpo con tutto quello che c’è dentro, improvvisamente sbattesse contro quel vetro tagliente, trasparente, resistente seppur fragile delle nostre emozioni, che abilmente, dalla notte dei tempi, schiviamo in un gioco degli specchi comune. “Apparizione” pubbliche, ne farà?. Presenterà pure il suo prossimo libro da qualche parte? Perché vorrei esserci… Mara mara.pavan@virgilio.it
mara 
Grazie della sua lettera. E' molto bella. Le storie vissute (prima), e scritte (poi), sono mie, e la scommessa è che possano interessare anche un lettore sconosciuto, lontano, che viene da altri porti e che batte rotte diverse dalle mie. E quando questo accade il cerchio sottile e difficile si chiude. Dai momenti di solitudine in cui quelle pagine sono state scritte, si piomba veloci alla realtà di oggi, al momento della lettura. Ed è una grandissima soddisfazione. Vuol dire che quelle emozioni non erano soltanto mie. Si scrive per questo, per suscitare queste reminescenze comuni tra esseri che non hanno contatto. Mi pare di capire che Stojan attende la sua ora su un comodino. Vorrò il suo commento anche sul romanzo, se lo riterrà. le sono grato di avermi scritto. Un saluto. Simone


Gentile Perotti, ho letto i suoi libri, sono decisamente interessanti, anche se la mia preferenza va a Zenzero e Nuvole, per quel poco che capisco di animo umano Lei mi sembra una uomo affamato di vita. Traspare chiaramente dai suoi testi e dalla sua storia, skipper, abile cuoco, efficace comunicatore, forse nel suo caso, veramente, una vita non basta! Immagino che abbia imparato nel tempo ad utilizzare bene le sue energie, se è così complimenti, non è una scoperta semplice. Credo che il suo racconto più bello sia quello che parla di una ragazza che rimane ad ascoltare in un pub fumoso un uomo che le propone una vita, o forse una lunga avventura insieme, si questo è il suo racconto più bello. La poveretta rimane lì in preda alle sue paure, non si alza, non segue il suo amico, non è neanche curiosa di vedere cosa potrebbe succedere, preferisce l’immobilità, teme l’evolversi della vita, e cercherà nel tempo una scusa da raccontarsi per giustificare questa sua mancanza di coraggio. Ma nel suo cuore ci sarà la presenza ingombrante di una paura più forte di lei, una paura che non l’ha resa libera di scegliere. Sa Simone, i fantasmi sono sempre presenze ingombranti, sono un rumore di fondo nei nostri pensieri. I fantasmi a volte sono dei simboli importanti, e niente è più pericoloso delle persone che rappresentano dei simboli, magari la libertà, persone alle quali nel bene o nel male si deve qualcosa,. La cosa più saggia è disfarsene in qualsiasi modo, anche se crudo, fare qualcosa che li renda terribilmente umani ai propri occhi. Renderli se possibile peggiori di quello che sono realmente fa soffrire, ma è l’unico modo di liberarsene. Forse ho parlato di altro, ma vabbè approfitto della sua pazienza, un abbraccio.
 
Gentile lettore, o lettrice, non ha affatto parlato d'altro. E' di questo che intendevo scrivere, di ciò che ci impedisce di capire che in certi giorni, in certi momenti, occorre fare qualcosa, pena il pentimento. Quel che lei dice dei simboli (direi dei fantasmi, più propriamente) è terribilmente vero. Ma di quei fantasmi è possibile intercettarne (ed evitarne) la nascita. Come? Non è facile, lo ammetto, ma neppure impossibile. Basta dire, fare, agire, non lasciare che la vita scorra senza un segno, più segni, di ciò che vogliamo, di ciò che desideriamo. Chi ci sta di fronte vede solo quello che c'è. E se una cosa c'è, esiste, vive davvero, si deve vedere, si deve manifestare. Molto discutibile lamentarci ma non aver agito. Star fermi, lasciare che una parte di vita trascorra sul nostro corpo senza che noi si riesca a muovere un dito, e poi rammaricarci, è come mettere noi stessi il lenzuolo bianco sopra un simbolo e trasformarlo in un fantasma perfetto. Molto meglio, a mio parere, darsi da fare, tentare, essere chiari su quel che vogliamo, assumere il rischio di dire, e poi prendere atto che non è servito a nulla, non è bastato. Pazienza. Non è andata, ma non è neppure nato un fantasma. Di questo ho cercato di scrivere in quel racconto. Vuoi perché ci sono riuscito, oppure vuoi perché ho dei lettori particolarmente intuitivi e intelligenti... lei l'ha capito alla perfezione. Complimenti. E grazie. Simone

...quando si sente lo stomaco sorridere....
Grazie Simone, x le tue belle parole in risposta al mio messaggio, scritto di getto x ringraziarti di quanto mi hai regalato con "Zenzero e nuvole"....: leggendo le tue righe tutte x me, mi son sentita lo stomaco sorridere, stessa emozione che sentivo da bambina nei momenti speciali, e che capita ancora -x fortuna- nelle situazioni di forte "sentire". Ho le mani ancora sporche di zucca x aver cucinato fino ad ora: mi aspetto un week end di lavoro, e quindi di incontri con la Gente; alcuni ormai diventati amici, altri sconosciuti... sempre tanti universi da ascoltare, con cui confrontarsi, da cui apprendere(raramente insopportabili: quelli li dimentico subito!).... e mi aspetta a casa, x i momenti finalmente solo "miei", Stojan Decu, che non vedo l'ora di conoscere. ...Grazie, ancora. Giovanna
Giovanna 
rispondermi con le mani ancora sporche di zucca lo trovo davvero splendido. Alla faccia di tutta l'inutile, penosa, irritante noblesse di certa parte del mondo letterario. Spero che tanti altri lettori sporchino le pagine di Zenzero e Nuvole con la zucca, o l'olio, o il miele o la carne dei loro piatti preferiti. I libri vanno mangiati... Buona lettura di Stojan, Giovanna. Se saprò mai un giorno qual è il tuo ristorante, ci verrò volentieri a mangiare. Un saluto. Simone

Incontro fatale
Buongiorno Simone, ho assistito alla duplice presentazione del Suo nuovo libro "Zenzero e Nuvole" in occasione della Fiera Metro tenutasi ieri (24/10) a Milano\Rho... e già mi mancano le Sue parole, l'espressione del Suo viso, il Suo sguardo dolce ed allo stesso tempo determinato e accorto. Non è facile oggi trovare uomini che con la stessa Sua semplicità e spontaneità trasmettono così tante emozioni nel raccontare di sé e della propria vita. Mi complimento con Lei per questo Suo inestimabile fascino, per la Sua bellezza interiore e per la Sua sconfinata cultura. Lei è un uomo che appassiona. Buon lavoro e tante "belle cose"! Sara P.S. Fortunate le donne che l'hanno incontrata e per cui Lei ha cucinato la Sua ricetta preferita (il filetto rigorosamente al sangue)!!!
sara 
Molto felice di queste lusinghe. Credo che sia sempre tutto interno a chi guarda, e non in ciò che sta fuori di noi. Ma i complimenti me li prendo tutti volentieri. In un'epoca così grama, sono merce rara e preziosa. Spero nel libro ci sia qualcosa di ugualmente apprezzato. Quando avrà modo di leggerlo, vorrà i suoi commenti. Un grato saluto. Simone

un giorno, x caso....
A quanto pare capita sempre così, o almeno capita x le cose più belle, quelle che poi ci rimangono dentro. E così é capitato con "Zenzero e Nuvole", che mi ha cercata da uno scaffale di un ipermercato e che ieri ho finito di leggere con un groppo alla gola, di quelli che capitano quando devi salutare un amico. Fortunatamente, come i veri amici, il tuo libro resta con me, comunque... sullo scaffale della mia scrivania, nella mente, nello stomaco e sulle tavole del mio ristorante, dove giocosamente cercherò di trasmettere qualche pietanza-emozione che tu hai regalato a me tra zenzero e nuvole (grazie).
Giovanna 
grande onore finire nel tuo menù. E grande emozione essere amati pur nella casualità dell'incontro, su uno scaffale, in un luogo imprecisato. Quel groppo alla gola è il sommo premio per uno scrittore. Si creano storie per raggiungere quell'effetto, prendere allo stomaco, per fare in modo che il mondo non vada via così, scorrendo cheto come acqua. E' la magia della comunicazione e della letteratura. Come accade forse a qualche cliente del tuo ristorante. Immagino che qualcuno, talvolta, entri per caso e trascorra momenti memorabili. Un lavoro assai simile, il nostro, dunque. Grazie davvero. Simone

indovina chi è che ti sta scrivendo??
Simone ciao!!! Ho appena finito di leggere il tuo libro e mi stavo facendo una navigata per saperne di più!!! In realtà ti sto scrivendo una recensione ma non volevo renderla pubblica qui on line!!! ho visto l'intervista... E' stato stranissimo vederti sul mio pc, almeno quanto vedere la tua foto sul libro quando Jacopo me l'ha portato!!! Il mio commento lo avrai presto, per quello di Jacopo suppongo che dovrai aspettare davvero molto, ma lo sai meglio di me come è fatto!!! ti mando un forte abbraccio e saluta Nadia!!! A presto, Silvia
Silvia 
ciao silvietta. grazie della tua lettura. Spero ti sia piaciuto! fatti viva e tratta bene Jac, che è un buon ragazzo. Un bacio e apresto. S.


Caro Simone, ho letto Stojan, o forse mi sono persa in lui, come in un trance. È un libro difficile, per la sua strana semplicità e attitudine all’agire. Sembra dire “ ok, ora si va, ora si cammina”. Non so se poi tutto è poi così applicabile alla nostra quotidianità, so che ho desiderato che qualcuno calasse una fune e pulisse l’oblò delle mie percezioni, per togliere quei filtri che a volte ci separano dalla vita. Ma nella vita ci vuole coraggio, la paura è un lusso stupido che non porta da nessuna parte. Il vero coraggio è calarsi da soli, sfidare il vuoto, sfidare lo spazio, pulire l’oblò, per poi guardare il mondo attraverso questo. È un libro che fa sognare? Non lo so, non vorrei mai vivere mille vite, diverse l’una dall’altra, consumare rapidi amori, vivere la vita da mille posizione diverse, sarebbe eccitante, sarebbe divertente, ma forse non è esattamente quello che vorrei. Ma il punto non è questo, non si tratta di vivere mille vite con coraggio, si tratta di vivere la propria con la consapevolezza della forza, dell’energia, della vita che è in noi, che non può non esserci. Questa è la vera rivoluzione del libro. È stata una lettura speciale, l’ho finito di leggere nell’unico posto dove questo poteva accadere, in una serata romana, con un bloody mary al mio fianco, in un bar un po’ snob a Piazza Farnese. L’ho finito e ho scritto il mio commento nell’ultima pagina, le mie emozioni, la rabbia, la paura. Avrei voluto portarlo via con me, ma ci sono cose che è inutile tentare di trattenere. Se sarà, torneranno. Così l’ho lasciato sul tavolino all’aperto, in quel bar a Piazza Farnese... Qualcuno lo chiama marketing.
 
Sono onorato di queste emozioni. Se non sono tutte cose tue, se c'entra il romanzo, intendo, se è per merito delle mie pagine che tutto ciò accade... beh, allora tutto questo è un'avventura straordinaria. Si scrive per comunicare qualcosa a qualcuno. Qualcosa di preciso, intendo, a qualcuno di preciso. Ma è per suscitare quanto tu descrivi che si pubblica un romanzo. Perché chiunque, non solo quella determinata persona, non solo quegli uomini o quelle donne di cui sappiamo con certezza il nome e il cognome... possa provare le emozioni che abbiamo sentito sorgere dentro di noi, scrivendo. E' un cerchio che si chiude. Una storia che funziona, un pensiero che parte.... e che ritorna indietro sulle ali di una brezza amica. Buona lettura ancora. E grazie.

in memoria di tor vergata vorrei che questo messaggio fosse recapitato a Simone
Simone, appassionata di zenzero e dopo aver letto "la maga delle spezie" non ho potuto non acquistare il tuo libro. Solo dopo ho collegato l'autore con il mio ex collega d'università a Tor Vergata. Sono Claudia Lovisetto e abbiamo frequentato insieme le lezioni dell'indimenticabile Nicole. Lunedi prossimo sarò a Milano ospite di Eleonora, un'altra francesista ora ricercatrice alla Statale. Se hai voglia e tempo magari possiamo organizzare una rimpatriata (tel *********). Intanto un saluto, Claudia Ps: Reduce da un viaggio in barca alle Eolie ho aconra il "mal di terra"... Pensavo ad un equipaggio di ex francesisti con a bordo anche Piperno con il quale siamo in contatto... Organizziamo?
Claudia Lovisetto 
Cara Claudia. Un buon vento ti riporta sulle mie rotte... Lieto delle tue letture e della tua memoria. Prendiamoci senz'altro un caffé, anche se per evitare di pubblicare il tuo telefono e la tua e-mail, inavvertitamente, ho cancellato come vedi il tutto e dunque non posso chiamarti. Dovrai ricontattarmi tu su questo sito e ridarmi tutti i tuoi riferimenti. Per il viaggio con piperno, magari, ne parliamo... Grazie e un saluto! S.

dalla piccola Svizzera
In una notte fresca alla ricerca di un amico lontano a cui spesso volano i miei più bei pensieri. E' stupendo averti ritrovato!
Belinda 
Finalmente ti sei rifatta viva!! la tua email era cambiata senza che io lo sapessi... Bello risentirti piccola svizzera... E Buona lettura. Nel romanzo, il cognome di uno dei personaggi dovresti conoscerlo... Un saluto! Simone

un evento insperato
Ciao Simone, ti racconterò una storia strana. Credo che questa sia più o meno l'estate della mia vita, sull'orlo dei grandi cambiamenti, uno di quei periodi in cui senti che sta accadendo, che tutto sta cambiando. La mia emotività, il mio umore non sanno bene da che parte andare. Io ancora in una storia lunghissima, a 31 anni otto anni sono tantissimi!! Insomma questa strana estate l'unica cosa che mi rasserena è leggere un buon libro. Ma la scelta del libro, è fondamentale deve ripargarti di tante amarezze, deve volerti bene ed emozionarti. Così l'altro venerdì da Feltrinelli a Roma (l.go Argentina), "Zenzero e Nuvole", adoro lo zenzero, lo adoro letteralmente.Poi quel sottotitolo, come non adorarlo subito. Mi sono persa subito in quelle righe, nel mare, nel sapore di quelle ricette (adoro cucinare), e così sei entrato nel cuore, è un po' malmesso in questa fase, non è del tutto accogliente, ma è sempre un cuore!! Allora questo è un evento insperato, un bacio.
katia 
che bello... proprio in tema con il libro... la vita che scorre, i pensieri che vanno, il cuore in tumulto... e un pizzico di profumo di zenzero per mitigare questa sensazione di disincanto. Non sai che messaggio prezioso mi hai inviato, che spinta verso l'azione e la reazione, in un giorno per me carico di tristezza e malinconia. grazie a te Katia, chiunque tu sia...

dai demoni
caro Simone, sono Ilaria Gadenz, come promesso mercoledì scorso ai Demoni (la trasmissione di Radio Facoltà di Frequenza), ti scrivo per invitarti a Siena, per parlare di Stojan Decu ma anche dell'altro tuo progetto editoriale in uscita di cui parlammo a telefono. Mi farebbe piacere riparlarne, soprattutto in merito all'opportunità di legarci all'appena inaugurata mostra Identità e Nomadismo delle Papesse. Aspetto tue nuove e spero nella tua disponibilità. Puoi trovarci sul nostro blog www.idemoni.splinder.com, oppure scriverci a tredemoni@yahoo.it. un saluto Ilaria Gadenz
ilaria gadenz 
verrò Ilaria. Come promesso. Grazie di avermi scritto e di aver confermato il vostro invito. Siete molto bravi. a Presto. Simone


Salve, sono Federica una studentessa di Economia e Imprese del Turismo di Olbia e ho partecipato con vero piacere alla giuria del premio letterario Cala di Volpe. Parlando con lei mi sono meravigliata di quanto un autore così raffinato possa essere una persona altrettanto semplice, sensibile ed affabile. Grazie per avermi regalato un'emozione forte dopo quella di conoscere Stojan.
Federica 
Carissima Federica, mi ricordo molto bene di te. Anche la mia impressione è stata grande. Mi ha colpito come dei ragazzi giovani abbiano capito e apprezzato un romanzo che non strizza affatto l'occhio al giovanilismo e alle storie ritenute abitualmente "per giovani". Mi ha colpito la profondità delle vostre domande, l'attenzione della vostra lettura, l'emozione e il piacere della vostra scoperta. Davvero complimenti a te e a tutti voi. E grazie di aver amato Stojan, come l'ho amato io. Quanto alla mia semplicità, la trovo assolutamente normale. Quando trovi un divo, quando ti imbatti nelle bizzosità e nelle bizzarrie di chi si ritiene al di sopra del giudizio comune, diffida sempre. Io cerco sempre di analizzare e di farmi un'idea partendo da questo. Osservo una persona e mi chiedo: "E' felice di essere qui?". Chiunque possa scegliere e non è felice di stare dove sta, non manifesta questa sua semplice gioia, mi insospettisce. Ma questo non era il nostro caso, non è vero?! Noi, lì a partecipare, a parlare e poi addirittura... a vincere... Ci stavamo benissimo, non è così?! Ancora grazie e un forte incoraggiamento per il futuro. Ciao! Simone

la lista dei 35 libri da leggere
Salve Simone! Sono Alessia, sempre la studentessa del Prof. Mariano. Che piacere aver ricevuto così in fretta una sua risposta! Mi rallegra l'idea di poter intrattenere una comunicazione virtuale con lei..il dialogo, lo scambio di idee, il confronto sono delle virtù così preziose che sarebbe un peccato non sfruttare appieno! E poi che futura "scienziata della comunicazione" sarei se non avessi la voglia di comunicare? :) Mi è venuta curiosità di leggere il suo libro.... quando lo avrò finito le farò sapere le mie impressioni.... L'altra volta mi sono dimenticata di chiederle la famosa lista dei 35 classici della letteratura che un buon comunicatore dovrebbe aver letto....aspetto notizie!! E aspetto gli auguri perchè il 13 compio 24 anni! Sto invecchiando....:( un saluto Alessia
Alessia 

Grazie
Salve! Il mio nome è Alessia sono una studentessa del Prof. Mariano ( scienze della comunicazione, la Sapienza) Sono quella ragazza mora in prima fila alla sua destra che le ha fatto quella domanda sull'importanza dell'inglese per un comunicatore. Le ho voluto dare queste informazioni per fotografare un volto ed umanizzare un messaggio che altrimenti forse sarebbe rimasto un insieme di semplici parole. Le ho scritto per ringraziarla. Lei si chiederà di che cosa? La ringrazio perchè il suo untervento non è stato quello tipico di un uomo di prestigio che si mette in cattedra e disserta a un pubblico di poveri studenti "sfigati" :) Lei è diretto, simpatico e soprattutto ha una dote a mio avviso fondamentale: è umile, caratteristica tipica delle persone intelligenti, si è messo sul nostro stesso livello e ci ha detto finalmente delle cose concrete!!!!! E bravo Simone!! :) Un saluto e un abbraccio Alessia
Alessia 
Cara Alessia, ricordo bene la sua domanda. Con questa sua comunicazione mi dà una grande soddisfazione. La comunicazione è un'alchimia complessa. Quando le trame si sdipanano fino a sciogliersi nella comprensione, nella relazione, nell'informazione, nel contatto... Beh, è un piccolo miracolo. Il miracolo che ho cercato di far accadere anche nel mio romanzo, riproducendo "in vitro" le condizioni di vita di un uomo eternamente rivolto al contatto e alla relazione. Stojan Decu è un uomo di comunicazione, non nel senso professionale, ma in quello psicologico ed emotivo. E le sconfitte che subisce lungo la sua vita agitano il suo cuore assai più dei rari successi. Mi auguro che leggerlo le sia utile anche per il suo lavoro e i suoi studi. Grazie davvero e complimenti a lei. Dire a qualcuno "Bravo" è un gesto di umiltà. Qualcosa di assai dimenticato in quest'epoca di falsi complimenti e di ritrosia alla sincerità. In bocca al lupo. Simone Perotti


Gent.le Perotti, avrà ricevuto tantissimi comlimenti per il suo romanzo, e li merita tutti. Ma io voglio congratularmi con lei anche per un altro motivo: per una splendida recensione dedicata al suo libro e apparsa sulla "Gazzetta del Sud", autore Giuseppe Amoroso. Mi auguro che abbia avuto modo di leggerla, perchè il suo "Stojan Decu" sicuramente non potrà ricevere analisi critica migliore. L'articolo meriterebbe di figurare in una locandina pubblicitaria del romanzo. Ancora tanti complimenti, per il libro che ha scritto e per quel bellissimo giudizio critico che ha suscitato!
maria grazia 
Sono molto d'accordo con lei, e sono anche lieto che la recensione sia giunta fino alle pagine di questo forum. Sono rimasto colpito da quell'analisi, evocativa e colta, approfondita, sentita, poetica perfino. Ho chiesto informazioni e ho scritto al Professor Amoroso, presso l'Università di Messina, per ringraziarlo. Il fatto che sia uscita in Sicilia, mia terra amatissima, rende poi tutto ancora più bello. Grazie dei suoi complimenti e di aver ricordato la recensione della Gazzetta del Sud. La seconda a uscire dopo quella del Corriere della Sera. Un cordiale saluto. Simone Perotti

giunti alla fine
Stojan rappresenta ciò che ogni persona vorrebbe essere, almeno una volta nella vita... chi vorrebbe essere ricordato... chi vorrebbe essere la ragione di vita per la donna amata... chi vorrebbe essere l'uomo che tutti indistintamente uomini o donne o ragazzi o bambini ascoltano come ipnotizzati... chi vorrebbe essere l'uomo con una potenza sessuale tale da accontentare tutte le donne della terra... chi il rivoluzionario senza di cui il Che non sarebbe stato il mito di adesso... chi il consigliere di Mussolini... chi il traditore di Mussolini... chi il finanziere senza scrupoli che è in grado di costruire un impero, di perderlo e ricominciare da capo... è l'esempio, è il contrario, è tutto questo... è il sogno... e tu tutto questo sei riuscito a raccontarlo senza farlo sembrare assurdo, rendendolo vivo, avvincente... scrivendo in un modo schietto e fluente. bravo Simone!!!
Carla 


Complimenti che bella storia! Mi piacerebbe leggere un seguito delle avventure di stojan decu, è difficile accettare ad un certo punto la fine di una storia come questa. Guardando la copia del tuo libro ben riposta sugli scaffali della mia libreria mi ritrovo spesso a chierdermi "ma stojan decu come si sarebbe comportato in questa situazione, quale via di fuga avrebbe trovato, quale alternativa, cosa avrebbe dichiarato...". Mi auguro tu stia preparando un lavoro altrettanto avvincente per cui ti auguro la tranquillità, la serenità e tutto quello di cui hai bisogno per continuare a scrivere storie come questa
asia 
Cara Asia, non ti conosco. Con un nome così particolare e affascinante ricorderei perfino di averti incontrata per caso, anche di sfuggita. Grazie degli elogi e delle esortazioni. Il pensiero che un personaggio come Stojan (che prima non c'era, con cui ho convissuto per tutta la sua adolescenza, la sua crescita, la sua maturità, le sue assenze, i suoi ritorni... e che adesso c'è, è vivo, e addirittura vive fuori di me che l'ho pensato, voluto, creato...), il pensiero, dicevo, che Stojan possa essere nella mente di un'altra persona, che diventi il terminale delle sue considerazioni (non già delle mie, che sarebbe cosa ovvia) dei suoi interrogativi, delle sue aspirazioni... lo trovo a dire poco emozionante. L'emozione forte, a tratti travolgente, di scoprire che la storia che ho pensato e scritto in innumerevoli ore di solitudine, oggi sia un media di comunicazione tra esseri sconosciuti, che desiderano forse conoscersi (io certamente sì, vorrei conoscere uno ad uno tutti i lettori di Stojan Decu!), che partecipano di emozioni simili, diverse, ma tutte originate da un personaggio e dalle sue avventure. Spero proprio di riuscire a lavorare ancora con emozione e impegno, e di offrire ad altri uomini, e a donne come te, quello che cercano quando leggono, quello che serve loro, insieme a infiniti altri ingredienti della loro vita, per proseguire il loro 'passatempo', il loro dialogo, con se stessi. Con gratitudine vera. Simone Perotti

tanto per cominciare...
Non si può dire che non l'abbia scritto tu... si, sembra di sentire la tua voce che racconta, riesco a vedere, in certi passaggi, anche l'espressione del tuo viso, dei tuoi occhi... è decisamente tuo, scritto impeccabilmente (non che mi aspettassi qualcosa di diverso...). Stojan mi affascina, per ora, ma non ho ancora deciso, faccio ancora fatica ad ascoltare, la tua voce mi distrae... ti saprò dire. Un bacio. tua Carla
Carla 

Congratulazioni!
Caro Simone ieri ho terminato la lettura di Stojan Decu: mi è piaciuto moltissimo!!! Stojan Decu è un eroe positivo, pieno di energia!!!! e mi è piaciuto per questo! Ho particolarmente apprezzato anche i continui riferimenti a porti, imbarcazioni, moli, fari: a quando un libro di mare?? Speriamo al più presto!! Barbara
Barbara 

congratulazioni!!!
Sono contenta che tu sia riuscito a realizzare questo tuo sogno... volevi fare lo scrittore anche in 5 elementare!!! ho ordinato il libro, lo leggerò tutto di un fiato, poi ti farò sapere. Ciao, un abbraccio Carla
Carla 
Carissima Carla... che piacere il ricordo dei sogni di un bambino... Un bacio e un grande abbraccio. Grazie di essere "venuta fin qui". S.

:-(
No ma ti sei infastidito perche'? Era un idea, forse una provocazione, ma non voleva essere cosi' tanto impertinente. Pazienza, mi dispiace. Capisco perfettamente quello che dici, benissimo, pero' manca di una parte non e' questa la sede per affrontare un discorso cosi' complesso. Sai Stojan di bello, di bellissimo, ha proprio questa complessita' se ne potrebbe parlare per giorni e giorni, stimola nuove idee e si guardano lati diversi, dentro c'e' un mondo intero ed e' cosi' inusulae trovare un romanzo italiano cosi' ben fatto e profondo. Soprattutto Stojan no nsi puo' banalizzare. Complimenti comunque, forse ancora non te li avevo fatti.
 
Nessun fastidio! Assolutamente! E' che su questi temi si fonda l'intera gnoseologia del personaggio (tanto per fare un po' quelli che sanno parlar forbito), il suo mondo di valori. Questo romanzo è una denuncia di quanto potremmo fare e non facciamo. Uno sprone, che mentre ci inchioda alla nostra responsabilità di agire, attesta una scelta di campo. Se Stojan Decu ha un merito (ammesso che di merito si tratti) è quello di stare chiaramente da una parte. E quella parte è dovunque. Ma con impegno e con forza, senza paura. Per tutto il romanzo sembra ripetere solo una cosa "Mai paura. Mai paura. Mai paura". I suoi atti, poi, sono giusti, sbagliati, belli, inaccettabili, furbi o generosi. Non è il suo comportamento specifico, non sono le sue azioni, a definirlo come portatore di valori, ma la sua etica della partecipazione alla propria esistenza. In questo sta la sua qualità. Assolutamente nessun fastidio. Farei un forum con degli amici e degli sconosciuti per poi infastidirmi? Spero che tu creda a questo intento. Un saluto. Simone Perotti

bella
Bella la tua risposta, quindi grazie. Pero' mi dispiace continuo a essere della mia opinione. Lo Stojan generoso di cui parli forse e' una tua proiezione, forse un tuo desiderio, una voglia di essere, o di apparire tale, forse poco capita dagli altri. Sai la generosita' e' una invenzione astratta, e' uno status reale per gli eroi (pochi) e i missionari veri (pochissimi), tutti gli altri fanno delle cose, anche belle anche positive, ma hanno bisogno per loro stessi di farle, per la loro personalita', a volte il ruolo di chi riceve si ribalta in qualche modo ed e' invece lui che da, ossia si ha bisogno di qualcuno da salvare, di qualcuno da migliorare, da curare, di qualcuno che ci segua. Un capo Popolo vive senza un popolo? Stojan e' un po' cosi', per questo gli uomini lo sentono e lo tengono distante. Le donne no, perche' non e' cosi' con le donne. Questa e' la mia convinzione. Cosi' come non credo che tu sia cosi'...parlavamo di Stojan no? ;-) . Buon forum a tutti.
 
Non la penso così. Stojan è un uomo generoso. Opera perché il suo progetto, la sua visione del mondo, si avverino, ma lo fa considerando gli altri nella propria azione, mostrando di godere perché altri godano. E' in equilibrio con il mondo, domina la sua storia, non piagnucola e non chiede costantemente supporto. E' saldo e coraggioso, anche quando è maligno ed esprime la sua zona oscura. Ed in questo sta la sua etica fondamentale. Il primo gesto di rispetto verso sé e verso il mondo sta nell'assumere pienamente il peso della propria vicenda umana senza proiettarlo fuori di sé travestito di lamentele, preghiere, pianti greci e via così. Oltre a questo, per soprammercato, il modo in cui esprime il proprio rapporto armonico con il mondo passa per azioni e intenzioni che producono effetti positivi sugli altri. E scusa se è poco. Questo gli consente di essere pienamente se stesso anche nelle sue vicende negative e quando attraversa gli inferi delle sue bizzarrie. Non si tratta dunque di andare in cerca di un popolo, come tu dici. Piuttosto di andare in cerca di sé, cosa che dovrebbe costituire un dovere essenziale insegnato nelle scuole (e su cui bocciare un po' di gente fin da piccola, come si fa in latino o inglese). Stojan non pesa altro che su se stesso, e vivendo produce opportunità. In questo, lo ammiro. Ciao e buon forum. Simone Perotti

non ci credo
Avere una consapevolezza del genere umano tale da scrivere un romanzo cosi' ben dettagliato e sfaccettato come Stojan, non mi fa considerare possibile che tu non sapessi quello che poi sarebbe successo con un tale libro. Stojan non crede negli uomini e quando lo fa ne e' profondamente deluso, amareggiato, scippato. Sente che gli danno sempre meno rispetto di quello che lui ha dato (ma sara' vero poi?) quindi si aspetta il peggio e soprattutto non si concede piu'. Perche' allora gli uomini dovrebbero amare lui? Inoltre lui agisce sempre per migliorare quello che altri uomini hanno fatto...perche' gli uomini dovrebbero immedesimarsi in lui da cui trapela una sottile ma grande critica all'incapacita' del mondo (mondo, guarda caso, rappresentato (nel potere che conta) da uomini),? GLi uomini sono competitivi, non puo' essergli sfuggita questa critica.. Mi dispiace Simone, non ci credo che questo non lo avessi valutato. Le donne invece sono amate da lui. Molte, tante, troppe forse, ma in ognuna lui apprezza immensamente quello che lei puo' dargli. Lui le donne le prende per quello che sono, gli uomini li vuole sempre modificare. Aggiungo in piu' che ogni donna di fronte al racconto trova la sua eroina gemella in cui immedesimarsi, per poi pensare che se realmente fosse stata lei, magari Stojan tutte le altre non le avrebbe piu' certate..pensiero assolutamente assurdo, assolutamente contro la natura di Stojan.. ma tipicamente femminle. Comunuqe nulla di male, sono sempre le donne a decretare il successo di un libro. contento no? ciao
 
Ecco che nel Forum le cose si complicano. L'intervento qui sopra mi pare il primo in cui chi scrive non si dichiara. Non lascia neppure un'iniziale, neanche un segno che ci consenta di capire se si tratti di un uomo o di una donna. E per di più pone una questione centrale nel romanzo. Complimenti. Ecco il punto. Se ne accenna anche all'interno del romanzo. Cosa cerca, colui che fa? Cosa si aspetta, colui che dona? E soprattutto, perché fa, dona, agisce per sé e gli altri? Secondo il contributo qui sopra, Stojan sfida gli uomini, di cui conosce i limiti e lo spirito competitivo, mentre ama le donne perché le sente fuori da questo ring, forse anche più vicine alla sua sensibilità. Dunque si nega l'impulso energetico primigenio, generoso, altruista di Stojan. Più umano, così, ma meno virtuoso. Io non dico nulla. Ho le mie idee ma non dico nulla. Almeno per ora. Qualcuno condivide? Simone Perotti

e bravo..
Caro Simone, del tempo e' trascorso. E in questo divenire l'intelligenza - ove regna - ammette e constata revisioni, ripensamenti, diversa visuale. Non ho ancora letto il tuo libro ma lo faro', perche' avverto - come ho percepito tempo fa - curiosita'. E chissa' se un giorno, nella tua citta' di adozione, discetteremo di un corso d'acqua, di serate allegre, di momenti comunque andati. A me, fara' un grande piacere, nonostante tutto. L'email ce l'hai, se ti va fatti vivo. Con i migliori auguri, Simo.
fabrizio faiella 
Ciao Fabrizio, piacere di risentirti. Curiosità, dici. Credo di sì. E' quello che ci fa essere sempre cauti, perché nessuna possibilità ci venga negata. Chi rade al suolo si reca sempre sulle proprie macerie. Per curiosità. Ma, generalmente, troppo tardi. Nei film invece, all'ultimo istante, dal nulla si alza sempre un lamento. Qualcuno è dunque sopravvissuto! Lo spettatore tira un sospiro di sollievo. E anche noi. Grazie di avermi scritto. Un abbraccio e buona lettura. Ciao. Simone

mi sono innamorata
Caro Simone, cercavo tue notizie sulla rete ed eccomi su un forum...Perché non lasciare traccia del mio passaggio? Sto recensendo il tuo bellissimo romanzo che, in tutta questa piatta che è la narrativa italiana degli ultimi tempi, brilla di una luce intelligente e personalissima. Mi sono un po'innamorata di questo Stojan...Cristina.
cristina 
Ciao Elia, ciao Donatella, ciao Marta, ciao Cristina, ciao a tutti. E' sempre un'emozione entrare e trovare segni del vostro passaggio, graffiti lasciati dalla "gente di Stojan". Qualcuno mi racconta che su questo inafferrabile e indefinibile personaggio si discute, si litiga. Mi hanno dato resoconto di una disputa uomini contro donne in un ufficio di Roma. Ecco una svolta imprevedibile! Ho l'impressione che ne vedremo delle belle. Che Stojan Decu potesse dividere nel giudizio, me lo aspettavo. Che la divisione potesse tradursi in una contrapposizione uomini-donne non pensavo davvero. Tra l'altro pare che le donne, in quell'ufficio, fossero le sostenitrici del protagonista e gli uomini ne fossero i detrattori! Questa poi... Giuro che, fin dall'inizio, ero certo che Stojan Decu sarebbe stato poco amato dalle donne per una sorta di assenza, di continua variazione, di indefinita alterità tipica del suo mondo. Ho bisogno di leggere subito, in queste pagine del Forum, i commenti di due o tre lettori del romanzo. Maschi, intendo. Grazie del tempo che avete passato con Stojan Decu. Un grande abbraccio a tutti. Simone Perotti

Finalmente
"Un eroe del terzo millennio" è stato uno dei miei "racconti di formazione". Ho tentato di farlo leggere alle amebe che affollano il mio ufficio, senza grossi risultati. Peggio per loro, rimarranno qui mentre io fuggirò lontano, perlomeno sulle ali della fantasia. Ci vediamo il 3/3 a Roma. :-*
Marta 

E bravo Simone
Caro Simone, ti faccio i miei complimenti e spero di vederti presto. Ora mi trovo ad Hamburg per lavoro dove resterò vari mesi. Quando torno ci facciamo una bella veleggiata ciao!
Elia Blei 

grande gioia
Mi volge al bello l'idea di possederlo. Mi fa contenta l'idea che sia pubblicato, letto, discusso, pensato, vissuto e, pure, venduto. E' una vera grande gioia che ti sia finalmente riconosciuto lo straordinario talento.
Donatella 

femminile
..insomma un forum al femminile, quattro interventi quattro donne. D'altronde questo Stojan e' un gran seduttore e quindi non mi stupisco che il libro possa piacere alle donne, anzi mi sembra una bellissima cosa visto che appartengo al genere e che e' piaciuto anche a me!!! Ma sarei curiosa di leggere un intervento al maschile...come viene visto, capito e sentito questo personaggio dagli uomini? Questa energia, il coraggio, la forza di cambiare le cose, come mai affascina cosi' tanto le donne..e gli uomini? Non sara' che ci sono pochi Stojan Decu in giro? (Vabbe' una domandina un po' cattivella passatemela!!) baci e abbracci..a proposito concordo con s. hai veramente un gran bel sorriso! ;-)
c. 
E' vero. sono colpito anche io di questo. Ero certo del contrario. pensavo che Stojan potesse sembrare misogino e sfuggente, inafferrabile e imprevedibile, per le donne. Invece ho il sospetto che tu abbia ragione. Il sentimento dell'avventura e del cambiamento è qualcosa che le donne vivono veramente, non soltanto a parole. Ma sono anche convinto che siano molti gli Stojan Decu in circolazione. Molti di più di quanti immaginiamo. Le cose stanno cambiando rapidamente. Gli uomini sono assai più complessi di quanto non si ritenga. La psicologia maschile, per quel che ne so io, è molto stratificata. Occasioni, luoghi, persone, suscitano reazione a volte inopinate nell'animo maschile. Ci vuole un po' di pazienza in più. L'uomo ha un grande mare tra il pensiero e l'azione. Un mare che è molto bello da osservare e su cui è emozionante navigare. Un saluto. Simone Perotti


Un libro che fa pensare molto ai limiti dell’uomo quelli reali e quelli che ci imponiamo ogni giorno per la paura di vivere fino in fondo. Leggendolo mi sono abbandonata all’idea che potesse esistere davvero uno Stojan da qualche parte; un uomo che vive tutte le vite con slancio e con passione. Il rifiuto della mediocrità, l’impegno, la volontà di inventarsi, di migliorarsi sempre … Vorrei anch’io poter vivere come lui… vivere come se tutto fosse sempre un inizio. Simone tu alla fine del romanzo scrivi che quando si cerca qualcosa per tutta la vita, si arriva a sperare di non trovarla… una conclusione che mi ha dato molto da pensare come se in realtà la ricerca e lo slancio siano molto più importanti del raggiungimento di uno scopo, di un sogno, di un progetto. Appartiene a Stojan questa convinzione o in un certo senso anche a te? PS: Il tuo libro mi ha dato grandi emozioni... mentre tu hai un sorriso davvero splendido!
S. 
Grazie a simona e grazie a s. per aver lasciato i loro messaggi. La frase riportata la pronuncia Stojan Decu, ammesso che si tratti proprio di lui, ed è tutta tesa a rassicurare il ricercatore, sulle sue tracce da tutta una vita. Non ti dico cosa penso io. Sarebbe sleale. La frase non è mia, ma del protagonista. Il suo mondo interiore imperscrutabile non è il mio. Può somigliare, al mio. Certo, come Stojan Decu, sono assai scettico sul concetto di "scopo". Una considerazione a riguardo: nessuno di noi conosce il nome del padre o della madre del proprio bisnonno. Dunque, di quegli uomini e quelle donne, non resta alcuna traccia, neppure presso i discendenti diretti. Possiamo parlare di scopo, con questa consapevolezza? L'unica cosa che conta per Stojan Decu è qui, oggi. Non solo cosa, ma soprattutto come. Ogni progetto e ogni sogno di Stojan partono per essere infiniti. Solo la vita, con le sue delusioni, le sue amarezze, lo fa desistere. Per lui che si lancia sempre con impeto, con forza, pervaso dal sogno, c'è un nemico letale: chi non capisce quanto tutto ciò sia raro, prezioso e importante. In questo, senza dubbio, mi identifico con le sue opinioni. Questo forum mi piace sempre di più. Grazie! Simone Perotti

Comunicazione
Ciao, parli di comunicazione e sicuramente questo tuo libro , che ho trovato adorabile per altro, comunica molto. Trasporta dentro mondi paralleli, dentro gorghi deliziosi o temibili, si seguono le vicende di Stojan con palpitazione e stupore e allegria e rabbia..quindi questo romanzo e' molto generoso da questo punto di vista. Eppure il suo storico nell'ultimo capitolo , dice " ..che ha fatto e detto le cose che ogni uomo vorrebbe fare o dire, ma che lo ha fatto per se.." Io trovo questa frase magnifica perche' e' proprio lo snodo di Stojan, ossia non e' un super eroe, non e' un slavatore del mondo , non e' uno Zelig (perche' Zelig era camaleontico, diventava ciccione tra i ciccioni, orso tra gli orsi, l'opposto di Stojan) ma un uomo che ha vissuto per se stesso. Con normalita' lui riesce a dire una delle cose piu' complicate nel mondo di oggi, vivere seguendo il proprio pensiero, il proprio sentire anche se va in direzioni opposte, verso vite diverse (una sola non basta!!). Finalmente un uomo che riesce a non fare compromessi e quindi a non avere sensi di colpa, vive sentendo solo se stesso. La domanda e': possiamo allora parlare di comunicazione? A me non sembra che sia la sua preoccupazione principale, anzi quando gli altri non lo capiscono lui nemmeno si spiega, in genere si ritira. Perche' allora dici che comunica? Lui mi sembra che generosamente metta a disposizione anche degli altri la sua energia, la sua capacita' di essere nel mondo e di cambiarlo, ma ripeto sembra che tutto questo nasca da un suo bisogno, piu' che da una voglia reale di entrare in comunicazione con gli altri, di sentire gli altri..comunque sia e' un uomo che ognuno di noi, almeno una volta, ha sognato, sperato, cercato di essere o almeno di incontrare! Bello...come i suoi occhi, ben scelti, in copertina! Complimenti!
d. 
Ecco che parte il viaggio. Un altro viaggio dopo quello intrapreso scrivendo Stojan Decu. Il viaggio delle opinioni e delle sensazioni, dei commenti e delle convinzioni. Una specie di romanzo nuovo, una storia nuova, che va accanto a Stojan Decu, sullo scaffale, come fosse il secondo volume, l'avventura che segue. So chi è patrizia, non so chi sia d.. Certamente ha colto del romanzo quel che Stojan intendeva testimoniare. L'assenza del senso di colpa nelle decisioni della vita come risorsa per non gettare al vento l'energia. Troppa energia a dolersi di sé, degli altri, fa perdere terreno, fa sperperare risorse e voglia di vivere. L'unica cosa che conta per Stojan è l'autenticità, che diventa automaticamente progetto, azione, pensiero, e per ognuno di noi, almeno per Stojan... l'autenticità non è essere un uomo soltanto. Grazie dei primi due messaggi.

Bravo!
Mi raccontavi che stavi scrivendo, poi che l'avevi finito, poi che avevi contatti con editori...e ora eccolo! Leggo anche nella tua biografia che ora sei con BCG. E avanti! Se vuoi chiamami allo 001 505 992 6128. Importante: dalle tue 4 alle 5 di pomeriggio! Un abbraccio.
Patrizia